La gravidanza parte seconda, Mamadou
by PrecoceI primi quattro mesi della gravidanza trascorsero velocemente nonostante le fredde giornate invernali.
La pancia di Veronica cresceva, cosi come il suo seno ed il suo bellissimo culo. I lineamenti del viso sempre più rotondi. Quello che non cambiò fu proprio la sua espressione, la sua faccia da porca succhiacazzi che l'aveva sempre contraddistinta.
Con la primavera alle porte cominciò ad indossare vestitini leggeri e scollati che lasciavano intravedere il suo bellissimo seno a pera.
Da poco in congedo lavorativo per la maternità, giusto per fare qualcosa, al mattino aveva preso la buona abitudine di fare colazione al bar e subito dopo andare a fare la spesa al supermercato vicino casa.
Veronica la conoscevano tutti da diversi anni.
La gravidanza la imbarazzava, ma le occhiatine di alcuni di loro cominciarono a farle sospettare che la donna incinta trasmetteva un certo sex appeal. Fu proprio li, al supermercato, che riconsiderò le sue paure e la sua autostima.
Uno di loro tempo addietro era stato anche oggetto di fantasie tra lei e il marito: il ragazzo che alla cassa aiutava le signore a mettere la spesa nei sacchetti, Mamadou.
Mamadou era un ventiquattrenne di origini senegalesi. Alto, spalle larghe, tonico. Una statua.
Veronica prima di fidanzarsi con Giuseppe lo aveva visto praticamente crescere all'interno del punto vendita e sapeva di essere spogliata da lui con gli occhi.
Mamadou proponeva sempre il suo aiuto, ma Veronica, essendo sempre pubblicamente molto discreta lo rifiutava.
Entrò maggio e in Sicilia faceva già tanto caldo. Veronica con la sua quinta di seno e il suo bel culone era sempre più bella e osservata. Mamadou non le staccava gli occhi di dosso e un giorno finalmente ebbe la sua opportunità.
Un vento di scirocco portò sopra i trentacinque gradi la temperatura, Veronica era accaldata e spossata tanto che Biagio, uno dei proprietari del supermercato le disse: Veronica adesso Mamadou ti accompagnerà fino a casa perché in queste condizioni rischi di stare male, non voglio sentire ragioni.
Veronica quindi acconsentì, e sotto l'afa e il sole cocente Mamadou l'accompagnò sotto casa.
Nel condominio non c'era nessuno a quell'ora poiché erano tutti ai rispettivi lavori.
Mamadou era tutto sudato.
'Grazie per avermi accompagnato Mamadou' disse lei.
'Di nulla, anzi mi ha fatto piacere, e se posso permettermi, ti dico che da quando sei incinta sei ancora più bella' replicò lui.
'Grazie Mamadou, sei molto gentile, ma senti, perché non mi accompagni su visto che ci sei. Ti offro al volo una bibita e poi ti lascio andare' disse lei.
'Volentieri Veronica, ma eviterei solo perché non vorrei arrivasse tuo marito e potrebbe equivocare' disse lui.
'Ma quale equivoco. Io sono una Donna libera e se anche dovesse rientrare prima da lavoro non mi direbbe nulla, stai tranquillo' replicò lei.
Entrarono in casa e Veronica sorridendo disse: 'Metti pure la spesa su tavolo, lavati quelle manacce sporche, apri il frigo e ti prendi qualcosa. Io arrivo subito. Mi rinfresco e mi cambio perché sono tutta sudata'.
Mamadou obbedì e seduto sulla sedia aspettò. Dopo qualche minuto ebbe una visione: Veronica con un kaftano bianco semitrasparente, capelli lisci senza la sua consueta coda, sandali birkenstock bianco lucido che mettevano in risalto le unghie smaltate rosso fuoco.
Era una Dea.
Mamadou vedendola entrare in cucina si rese anche conto che sotto era nuda e fu li che gli partì l'embolo, un erezione immediata e incontrollata.
Veronica gli sorrise e disse: 'c'è qualcosa che non va?'.
Improvvisamente squillò il telefono di Veronica. Era Giuseppe.
G: Ciao Amore tutto bene?
V: Si tutto ok. Anche se fa tanto caldo oggi.
G: Ti chiamavo proprio per questo. Per dirti di evitare di uscire.
V: Già fatto, ma non ti preoccupare, Mamadou, il ragazzo del supermercato, mi ha accompagnato a casa.
G: Ah però, brava la mia porcellina, Mamadou!
E sorrisero entrambi.
V: scemo
G: beh lo sai che non mi dispiacerebbe, secondo me é uno stallone.
V: smettila, è ancora qui.
G: approfittane, non scherzo. Devo salutarti adesso. Ciao.
V: a dopo amore mio.
Mamadou sorrise e disse: 'non ho potuto fare a meno di ascoltare scusami, forse adesso é meglio che vada'.
V: devi scusare tu mio marito, ma ogni tanto ha qualche idea strana per la testa. Rimani ancora cinque minuti. Hai la giustificazione di Biagio.
E ammiccò.
V: tu ce l'hai la ragazza?
M: purtroppo no.
V: ma come! Sei bello come il sole. Alto, atletico, nero!
M: forse è proprio per quest'ultima caratteristica che non ce l'ho.
V: a me i neri piacciono, e anche tanto. Ricordo il viaggio di nozze a Capo Verde. Poco ci é voluto che perdessi la testa per un ragazzo come te.
M: bene adesso vado. Grazie, sei stata molto gentile e ti rinnovo i complimento: sei davvero molto bella incinta. Tuo marito è un uomo fortunato.
Si alzò dalla sedia senza ricordarsi che la sua erezione era ancora presente e soprattutto evidente.
Veronica se ne accorse, sgranò gli occhi ed improvvisamente ebbe una vampata.
Era una situazione nuova ed inaspettata difficile da gestire.
Istintivamente gli avrebbe abbassato il pantalone della tuta e gli avrebbe preso il cazzo in bocca, ma nella testa continuava a ripetersi: 'non farlo, lascialo andare e appena esce ti vai a sgrillettare come una forsennata'.
Erano pronti a salutarsi quando il telefono di Mamadou squillò. Era Biagio.
'Scusami devo rispondere' disse lui.
'Fai pure' replicó lei.
Si avvicino come ipnotizzata da Mamadou e, attraverso la tuta, gli afferrò quella enorme banana che era appena comparsa.
Mamadou rimase impassibile.
M: pronto capo. (era Biagio). Si, sono ancora qui da Veronica.
Veronica intanto che lui parlava con Biagio abbassò la tuta facendo scivolare anche i boxer.
Era incredula, lo spettacolo che si presentò fu una verga molto lunga, e spessa con una notevole curvatura verso l'alto. Somigliava proprio ad una banana. Il ragazzo era anche circonciso con una smisurata cappella a punta.
A quel punto non ci pensò un attimo. Si abbassò leggermente verso il basso e glielo prese bocca spompinando da subito con maestria.
Mamadou era atterrito. A fatica riusciva a parlare con Biagio e proprio quest'ultimo gli chiese se andasse tutto bene e se avesse bisogno d'aiuto.
Biagio infatti aveva capito tutto. Era noto in paese per avere avuto diverse storie extraconiugali e girava voce che a letto fosse un vero toro da monta.
Veronica ne aveva avuto riprova parlando con un'amica.
Quindi si stacco dall'asta, guardò Mamadou e gli disse: 'si digli venire qui tra mezz'ora a darti una mano perché da solo non ce la farai, oggi sono in calore'. Si riabbassò e ossessivamente continuo la fellatio.
Mamadou obbedì e riaggancio.
M: é bellissimo, sono anni che ti desidero.
V: zitto, non parlare. Hai un cazzone meraviglioso. Adesso ci penso io a te.
Veronica mollo il cazzo, si rialzo e fece scivolare il kaftano rimanendo nuda. Non indossava neanche le mutandine.
Era bellissima: una 5a di seno abbondante, capezzoli scuri e gonfi, il pancione con l'ombelico sporgente ed un monte di venere pieno di pelo lungo e nero.
V: andiamo in camera da letto vieni.
Lo prese per mano e lo porto in camera invitandolo a spogliarsi.
Lei si sedette e continuò a spompinarlo.
Era lungo quanto il suo braccio.
Il ragazzo stava godendo.
Le vene del cazzo erano gonfie e sembravano quasi che stessero esplodendo.
Mamadou era alto quasi due metri. Veronica appena uno e mezzo. Si alzo dal letto e il cazzo era esattamente all'altezza del suo seno.
Lo prese con entrambe le mani, lo infilò in mezzo alle tettone e cominciò la spagnoleggiare.
Mamadou fece per accarezzarla ma lei si ritrasse.
V: fermo con le mani. Dobbiamo aspettare Biagio. Mancano dieci minuti e io ho sete di te.
Riprese a spompinarlo aumentando il ritmo e il ragazzo, vuoi per eccitazione, vuoi per la poca esperienza, da li a poco sarebbe esploso.
Veronica faceva scivolare la lingua su e giù dell'asta massaggiando con la mano la cappella umida come se avesse per le mani un bastone.
I coglioni erano sempre più duri
Lei lo guardava godere e sorrideva.
V: non trattenerti. Vienimi in bocca, poi sarà il mio turno. Lasciati andare, sborra.
Smise di succhiare e gli tirò un segone a velocità supersonica mentre di tanto in tanto sputava sul cazzo per farlo scivolare meglio. Mamadou era arrivato.
V: sborrami in bocca porco, dai, schizza, fammi vedere quanto mi desideri.
Il primo fiotto arrivò improvvisamente e la colpì sui denti proprio mentre sorrideva da troia. Non volendo perdersi i successivi fiotti se lo rimise in bocca e riprese spompinare velocemente come una puttana. Ne aveva tanta. Il ragazzo confesso dopo di non venire da una decina di giorni.
Non sprecò nulla come diceva lei.
V: hai il seme dolcissimo, cosa mangi?
M: solo frutta e verdura, sono vegano.
V: il tuo nettare, da qui a quando partorirò sarà solo mio. Ti aspetterò, un giorno si e uno no di mattina alle 10 per succhiarti il cazzo. Adesso sdraiati, quello che io ho fatto a te adesso tu lo farai a me.
Salì sul letto e si mise a cavallo della bocca ragazzo che a sua volta cominciò a leccarla. I peli della figa erano molto lunghi. Non li tagliava da quasi un anno.
Nonostante questo Mamadou ci diede sotto. Affondava la bocca quasi volesse mangiarla. La troia attaccatasi alla tastiera del letto comincio a cavalcarlo.
V: bravo Mamadou, continua, bravo, piu forte. Dammi dei bei colpi di lingua e succhiami il clitoride. Cosi tesoro, dai che sto per venire.
Veronica aveva completamente perso la testa. Cavalcava sempre più forte e strizzando i capezzoloni gonfi faceva uscire gocce di colostro.
V: vengo Mamadou, vengo, continua, non ti fermare. CAZZO, GODOOO!
Senza accorgersene, tanto fu forte l'orgasmo, che cominciò a squirtare come una fontana. Si tirò su dalla bocca di Mamadou e cominciò a sgrillettarsi forsennatamente. Stava arrivando l'altro orgasmo.
V: vengo di nuovo cazzo, GODO, GOOODO.
Sfinita si adagiò nella parte di letto bagnata. Sembrava una troia da bordello.
Apri le gambe, si volto verso il ragazzo e gli ordinò di pulirla.
V: basta cosi. Adesso aspettami qui e non ti muovere. Tornerò tra qualche minuto.
Nuda con le sue ciabattine rimise il kaftano e andò in bagno a ricomporsi.
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