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HISTORIA

Come sono diventata slave pt.5

by Schiavafelice
Visto: 11 veces Comentarios 0 Date: 04-11-2026 Idioma: Language

Terminai di pensare mentre strusciavo la bocca sulla patta rigonfia, avrei voluto tirarlo fuori e succhiarlo ma, la situazione, non lo permetteva e allora continuai a sentire l’imperiosa erezione con le labbra mentre la mia fica eruttava eccitanti succhi di piacere.
Tutto si destò, come da un sogno, quando il padrone mi disse: adesso troia ricomponiti che dobbiamo uscire, staccai a malincuore le labbra dal pantalone, mi aggiustai il vestito ormai salito fino all’inguine e rimisi dentro le tette che nella posizione in cui ero stata erano uscite quasi fuori, il padrone mi guardava con piacere e io ero compiaciuta di come mi guardava, mi disse di alzarmi, ubbidii, lui mi venne accanto, mise una mano sotto, infilò due dita nella fica trovandola fradicia, le sfilò e subito dopo iniziò a premere con le stesse sul buco posteriore che eccitato, si aprì permettendo l’entrata delle dita, dopo una decina di avanti e dietro, sfilò le dita e me le mise in bocca ordinando di pulirle, non aspettavo che questo e iniziai a succhiarle con passione e gusto.
Appena furono pulite, pose la mano sul culo sopra il vestito e andammo verso l’uscita, il proprietario, che lo conosceva bene, gli disse se era andato tutto ok e lui disse che era stato tutto perfetto e la risposta del proprietario fu, allora hai un’altra cavalla nella scuderia? e lui sorridendo accennò un sì con la testa e poi disse che, appena definito con me i termini della mia resa, mi avrebbe portata per fare la serata di iniziazione come già fatto con altre, io non preferivo parola e ascoltavo poi con voce decisa e convinta mi disse: ti va bene troia oppure rinunci? Il mio silenzio durò pochi secondi, poi con voce rotta dall’emozione e dall’eccitazione risposi convinta…accetto voglio essere una delle tue cavalle.
Bene! Rispose il padrone, allora firmerai il tuo contratto di sottomissione totale e di appartenenza a me in questo locale che, sarà riservato solo per questo in una serata privata, ero fradicia come neanche avrei pensato, il proprietario guardandomi gli disse che dovevo essere una gran troia e lui di risposta gli disse di mettermi una mano sulla fica per sentire come ero bagnata, non perse tempo e eseguì, wow disse, una vera cagna in calore e continuò a palparmi infilando le dita dentro provocando in me l’ennesimo orgasmo della serata, dopo tirò fuori la mano e io presa da un raptus la presi e infilai in bocca per leccare i miei succhi, stupendo il proprietario della mia libine evidente.
Dopodiché uscimmo dal locale con la sua mano sempre sul culo, camminammo senza dire una parola fino all’auto, aprì la portiera, mi fece sedere con le gambe fuori e mi disse di tirargli fuori il cazzo e di spompinarlo nel modo migliore che io sapevo fare, tirai giù la zip e cavai fuori il suo cazzo e le palle, guardai un poco e dopo iniziai a baciarlo leggermente dappertutto poi leccai la punta dalla quale uscivano poche gocce di precum e poi lo infilai in bocca, le dimensioni in larghezza mi facevano durare fatica a farlo entrare e non volevo assolutamente procurare dolore a lui, allora con molto sforzo mi impegnai a farlo entrare tutto e questo mi procurava conati molto forti ma, non volli mollare, e piano piano entrò tutto con mio enorme piacere mentre dal naso riuscivo appena a respirare, inizia il su e giù sempre più velocemente pur coi conati che provavo, andai avanti per almeno 15 minuti in questo modo, ogni tanto mi prendeva i capelli e lo sfilava fuori e poi con decisione dentro ancora, stavo bagnando il sedile della macchina coi miei succhi ma volevo il premio e così avvenne, la prima scarica di sperma dilagò nella gola subito seguita dalle altre, cercavo di inghiottire tutto ma era tanta e un rivolo fuoriuscì dal lato della bocca, ero felice e mi fermai solo dopo averla presa tutta e ripulito il cazzo con accuratezza, il padrone mi disse sei stata davvero brava e, se non fosse stata la prima volta,, ora ti piscerei in bocca per completare la tua prestazione e iniziare a dare un senso al tuo essere mia!
Lo guardai , mentre gustavo ancora in bocca il sapore del suo sperma e con una vera dose di troiaggine gli dissi: fallo padrone sono tua! Uscii dall’auto , mi inginocchiai davanti a lui e aprii la bocca , lui mi carezzò i capelli avvicinò il cazzo e iniziò a pisciare dentro la bocca cercando di non farla cadere e sporcarmi il vestito, il sapore era abbastanza acre ma bevvi con dovizia e non persi una goccia e alla fine lo asciugai tutto facendolo tornare duro, lo volevo dentro di me e glielo dissi ma lui mi freddò, io decido quando scoparti e incularti e non tu!! Adesso iniziavo a capire cosa voleva dire essere di sua proprietà e dissi che avevo fatto bene.

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