STORY TITLE: Parte 2 Il bull ci invita in vacanza al mare, ma la sera diventiamo sua proprietà 
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Parte 2 Il bull ci invita in vacanza al mare, ma la sera diventiamo sua proprietà

by Queencuckdog
Viewed: 420 times Comments 1 Date: 16-02-2026 Language: Language


Ci alziamo e andiamo a fare colazione come sempre, ma oggi notiamo che molti uomini ci guardano. Sicuramente erano quelli che avevano assistito allo spettacolo sulle scale, penso. Infatti, un signore, lontano dalla sua famiglia, si avvicina mentre mi sto servendo al buffet e mi dice:
«Buongiorno, cornuto. Ieri sera ho visto come quei due scopavano tua moglie per le scale.»
Io mi giro e vedo che i due vicini di ombrellone si sono accomodati al nostro tavolo per fare colazione. Gli rispondo:
«Ti è piaciuto lo spettacolo?»
Lui dice:
«Certo, ma vorrei partecipare anche io. Adesso devo parlare con Marco»,
poi se ne torna dalla moglie.
Capisco che la serata sarebbe stata ricca di sorprese. Passiamo la giornata al mare con la solita routine di porci che ci ronzano intorno, e Marco che spalma la crema in continuazione alla Queen.
Poi, verso le 16, Marco passa tra gli ombrelloni chiedendo chi vuole partecipare al torneo di calcetto a cinque contro quelli del villaggio di fianco. Vedo che il signore che la mattina mi aveva detto che voleva scopare la Queen si iscrive subito, insieme a due suoi amici. Poi Marco va vicino ai nostri vicini di ombrellone e chiede se partecipano anche loro. Loro rispondono subito di sì e, guardandomi, sorridono.
Capisco che è un trucco di Marco per far partecipare quelli con le mogli, con la scusa che la partita si sarebbe giocata nel villaggio a fianco, quando in realtà il campo sarebbe stato il nostro letto.
Infatti arriva Marco e mi dice:
«Hai visto che bella squadra che ho creato? Mi hanno supplicato di poter partecipare alle nostre porcate. Ho trovato una soluzione per allontanarli dalle mogli. Naturalmente ho pensato anche a te, non ti devi preoccupare»,
e si mette a ridere.
«Tu sarai il pegno da pagare per avere la Queen. Quindi questa sera ti devi depilare tutto ed essere il più femminile possibile: gabbietta e tutina. Devono avere l’impressione che stiano inculando una donna.»
Io gli dico:
«Sei un grande porco.»
Lui risponde:
«Lo so, ma l’importante è divertirsi… e umiliarti.»
Andiamo a cena e, dopo aver aggiornato la Queen sulle intenzioni di Marco, lei dice:
«Allora andiamo a prepararci.»
Io mi depilo come richiesto e mi vesto con una tutina da troia. La Queen fa lo stesso. Dopo poco arrivano i primi: i vicini di ombrellone e Marco, che si presentano con tre bottiglie con ghiaccio, senza neanche i bicchieri. Entrano e iniziamo a brindare, subito un brindisi a queste troie. Iniziamo ad andare su di giri e i vicini di ombrellone sono già sopra la Queen, iniziano a leccarla come due porci.
Marco mi prende per un braccio e mi dice:
«Tu vieni con me»,
poi aggiunge:
«Queen, ti porto di là la troia di tuo marito.»
Usciamo dalla stanza e mi porta tutto nudo nella stanza accanto. Entro e lui apre la porta comunicante, sento la Queen che già sta godendo. Marco mi mette sul letto a pecora, poi prende le fascette della prima sera e mi lega le gambe unite, mi tira le palle e il cazzo in avanti, lasciandomi così a pecora con le gambe chiuse.
Marco dice:
«Ora sembri proprio una donna, tutta liscia.»
Dopo poco sento che entrano e dicono:
«Lo hai trasformato in una troia.»
I tre sentono subito la Queen che sta godendo e Marco dice:
«Ora, se volete passare nell’altra stanza, dovete scopare questa troia per almeno cinquedieci minuti.»
Uno subito si spoglia. Marco dice:
«Guardate come si fa»,
tira fuori il cazzo, me lo mette in bocca e dice:
«Dai, fammelo diventare duro.»
Io inizio a pompare e subito diventa duro. Si toglie, prende un preservativo e inizia a scoparmi. Subito anche quello che era già nudo si eccita. Marco dice:
«Vai.»
Lui si mette il preservativo e sento che mi sfonda, un cazzo largo che mi apre. Inizio a godere e, dopo qualche minuto, Marco dice:
«Pegno superato.»
Lui esce dal mio culo e vedo che va dalla Queen. Chiede subito se gli fanno spazio, i due si tolgono e lui affonda il cazzo, iniziando a godere come un porco, mentre io avevo già il secondo dentro.

Era dentro di me per andare a prendere il premio in palio. Anche lui finisce il suo tempo e si dirige verso la Queen. Arriva e va subito sulla bocca, iniziano a insultarla e più la insultano più lei gode. «Dai troia, godi… sì puttana, fai sentire al cornuto come coli, come gode una troia.» Io avevo il terzo cazzo nel culo che mi pompava. Appena finisce anche lui si fionda sulla Queen; quello che era in bocca si fa pompare, quello che era in figa va a farsi fare un pompino, mentre l’ultimo arrivato entra nel culo con una bella doppia penetrazione.
Marco mi porta proprio sotto e mi fa leccare il culo, poi mi prende per il collo e mi porta dai nostri vicini di ombrellone che erano seduti con il cazzo di fuori, e inizio a pompare. La Queen stava godendo e invitava a farsi sfondare, urlava come una troia, e quello dietro le metteva la mano in bocca per attutire i gemiti, altrimenti avrebbero sentito tutti.
Dopo una mezz’ora Marco dice: «Ora guarda cosa facciamo.» Mi prende, mi fa sdraiare sul letto, prende la Queen e la fa posizionare con la figa sopra la mia faccia. Era tutta bagnata, io leccavo, succhiavo, ero ingordo. Tutti si sono posizionati in piedi in cerchio e si segavano. A un certo punto iniziano i primi urli e cominciano a sborrare sul corpo della Queen. Io sentivo qualche schizzo, ma la Queen era la più imbrattata. Io continuo a leccare, lei godeva.
Marco ancora non era venuto, allora prende le mie gambe, le alza e mi incula davanti alla Queen. Stavo godendo anche io quando, a un certo punto, sborro anch’io e Marco viene subito dopo. Dice: «Che serata di calcetto…»
Tutti si ricompongono per tornare dalle mogli e Marco dice: «Dai che domani sera è l’ultimo giorno, dobbiamo chiudere con il botto.» Da quelle parole ho capito che la sera dopo sarei stato umiliato ancora di più.
Andiamo a dormire e la mattina ci alziamo tutti doloranti, avevamo il culo spanato dai cazzi grossi. Andiamo a fare colazione e c’erano tutti quelli che ci avevano scopati con un sorriso a trentadue denti.
Fatta colazione, ultimo giorno di mare. Andiamo in spiaggia e ci mettiamo a prendere il sole. Io mi rilasso quando arriva Marco e mi dice: «Ti sei dimenticato la gabbietta oggi?»
Io: «Sì, non ci ho pensato.»
Lui: «Allora dovrò pensare a una punizione», e se ne va.
Stava per arrivare il tramonto quando Marco dice: «Questa sera sono stato invitato a cena da una persona facoltosa e mi ha detto di andare accompagnato. Ho detto che ho una donna che è di mia proprietà con il marito. Allora l’uomo ha detto: perfetto, portali che ci divertiremo.»




Arrivano le 19 e arriva Marco, che dice: «Su, andiamo a prepararci per la cena». Andiamo in camera e, dopo un minuto, si apre la porta comunicante. Dice: «Su, Queen, andiamo a fare la doccia. Tu, cornuto, in ginocchio dentro a guardare». Io vado e, dopo poco, sento che stanno arrivando tutti nudi. Marco entra per primo e dice: «Queen, guarda come si umilia un cornuto». Mi ordina di sdraiarmi e viene sopra di me e inizia a farmi la pipì addosso. Non finiva mai, sentivo il getto caldo su tutto il corpo, poi anche in faccia. Ho chiuso occhi e bocca, ero invaso. Poi dice alla Queen: «Dai, vieni, entra. Su, fai anche tu la pipì», e anche la Queen inizia ad annaffiare il mio corpo. Ero tutto imbrattato. Quando hanno finito, Marco fa appoggiare la Queen e improvvisamente infila il cazzo a pelle. Inizia a pompare, la Queen inizia a colare sopra di me. Marco, preso dall’eccitazione, dopo dieci minuti di pompaggio tira fuori il cazzo e mi sborra sopra il corpo.
Poi ci laviamo e andiamo a vestirci. Marco mi fa indossare la gabbietta e poi tira fuori un plug anale con la luce, uno per me e uno per la Queen. Poi dice: «Aspettate, dovete indossare questi», e ci porta due leggings bianchi e una maglia bianca. Dice: «La festa è total white». Naturalmente senza mutande e reggiseno per la Queen e tu, cornuto, niente mutande.
Ci vestiamo e praticamente eravamo quasi nudi: a me si vedeva la gabbietta perché era aderente e alla Queen si vedeva il taglio della figa. La Queen dice: «Ma così siamo troppo spinti!». Lui dice: «Così capiscono che siete due troie», e ride. Marco dice: «Per andare in macchina mettete una maglia davanti ai pantaloni, altrimenti vi arrestano».
Saliamo in macchina e arriviamo in una villa sul mare. Suoniamo e il padrone di casa, un uomo sui sessant’anni, fisicato, con la faccia da porco, ci vede e dice: «Bravo Marco, mi hai portato proprio due troie per divertirsi». Entriamo e tutti erano vestiti normalmente, solo noi tutti in bianco. Così tutti ci guardano e capiscono subito che io ero il cornuto e la Queen la troia.
Il padrone dice: «Su, un brindisi ai miei nuovi amici». Iniziamo a bere, c’erano diverse coppie e singoli. Dopo qualche bicchiere la notte stava arrivando e la luce del giorno era sparita. Mentre stavamo seduti, Marco accende il plug e mi dice: «Cornuto, vai a prendere da bere». Mi alzo e il padrone dice: «Che bel faro hai nel culo», e tutti risero. Quando Marco accende anche quello della Queen, dice: «Anche la moglie ha il faro acceso». Allora il padrone dice: «Facci vedere la luce».
La Queen si alza e si gira. Il padrone la prende e le dice: «Aspetta, facci vedere meglio», le tira giù i pantaloni e la mette a pecora sul divano. Io torno con il drink e il padrone dice: «Vediamo anche il tuo meglio», e mi sfila i pantaloni. Poi dice: «Ma il cazzo dove lo hai lasciato?», e tutti risero. Era solo l’inizio dell’umiliazione.
Mi fa mettere a pecora sul divano di fianco alla Queen e vedo che si tira fuori il cazzo, fa il giro del divano e ci dice: «Su, troie, fatelo diventare duro». Noi iniziamo a pompare e dopo poco diventa un cazzo duro e grosso. Tira fuori un preservativo, lo infila e torna dietro la Queen. Mi dice: «Cornuto, vieni a bagnare la troia». Metto la lingua e sento un lago. Lui dice: «Sentito come è bagnata?». Poi infila il cazzo e inizia a pompare davanti a tutti.
Io torno a pecora sul divano e il padrone, mentre pompava la Queen, mi spingeva il plug nel culo. A un certo punto il padrone dice: «Marco, fatti aiutare a portare quella cosa dalla stanza nera». Dopo poco sento rumore, come se stessero spostando un mobile. Poi Marco dice: «Fatto!».
Allora il padrone esce dalla Queen con il cazzo tutto bagnato, me lo appoggia sul culo, poi mi prende per il collo e mi dice: «Vieni con me, cornuto, che ci divertiamo». Mi alzo, mi giro e vedo una gogna di legno davanti al divano e tutti intorno. Il padrone, con l’aiuto di Marco, mi mette sulla gogna, testa e mani bloccate. Marco dice: «Gli blocco anche i piedi?». Il padrone risponde: «Certo, il cornuto deve essere a disposizione».
Una volta bloccato, mi toglie il plug, prende un po’ di lubrificante, lo mette nel culo ed entra dentro: un cazzo grosso che mi fa urlare, poi arriva il piacere e inizio a godere. Continuo a vedere la Queen nuda sul divano e il padrone dice: «I giochi sono aperti». Tutti iniziano a spogliarsi, subito tutti a leccare e pompare. Vedo Marco che si fionda sulla Queen e inizia a pompare, ma dopo poco arriva una coppia e lei prende la Queen e si fa leccare la figa. Dopo poco il marito si fa pompare e, appena Marco si toglie, il marito entra dentro la Queen, tutto sotto i miei occhi.
Dopo un po’ sento che il padrone esce, torna dalla Queen e si butta nell’orgia, mentre io sento colare olio nel cuxlo e subito, già con il culo aperto, un nuovo cazzo senza sapere chi fosse. Ero in balia di tutti e ogni tanto sentivo un cambio di cazzo. La Queen era sul divano, ma c’era un mucchio di gente che non mi permetteva di vedere.
La cosa è durata per un paio d’ore. Quando il mio culo era esausto e tutti avevano sborrato sulle donne, piene di sborra, il padrone dice: «Ora, Marco, facciamo sborrare il cornuto». Mi liberano dalla gogna, mi tolgono la gabbia e mi fanno sdraiare a terra. Il padrone dice: «Dai, segati il cazzetto». Tutti mi guardavano, ero veramente intimidito. Il padrone incitava: «Dai, cornuto, facci vedere come sborri». Poi prende la Queen e le fa mettere la figa tutta aperta sopra la mia bocca. Leccavo tutto, improvvisamente il cazzo diventa duro. Leccavo e mi segavo. Il padrone diceva: «Guardate che segaiolo». Io mi menavo il cazzo e subito uno schizzo: ho iniziato a sborrare. Tutti applaudirono, eravamo distrutti.
Marco ci fa salire nudi in macchina perché i vestiti non li trovavamo. Entriamo, era tardissimo. Ci fa attraversare l’hotel nudi. Quelli della reception ci vedono e iniziano a ridere e dicono: «Vi ha fatto divertire Marco?». Noi diciamo: «Sì, sì, ci ha spanato tutti i buchi…». Ridiamo e andiamo a dormire. Marco ci dice: «Grazie per le belle serate… buon ritorno a casa».

ADDED 1 COMMENTS:
  • avatar ramos60 Fantasia o realta'?

    18-02-2026 00:02:36






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