STORY TITLE: Latina lungo mare strada interrotta 3 
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Latina lungo mare strada interrotta 3

by oibo
Viewed: 65 times Comments 2 Date: 20-07-2026 Language: Language

Angela è una DONNA molto calda e con una cugina zoccola che gli raccontava tutte le” porcate” che faceva e mi accorsi che piano piano cercava di coinvolgerla. Non gli feci più vedere foto e annunci del sito con varie scuse, ma lei mi raccontava le prodezze della cugina. Passarono settimane così fino ad un invito che lei ricevette dalla cugina. Come ci incontrammo me lo riferì, io allungai subito la mano sotto la sua gonna, aveva la patata fracida. Lei fece la faccia da basita, io le dissi…….. se vuoi far questo ti accompagno e partecipo, ma non pentirti dopo. Annuì e si gettò a capo fitto su dime. Passarono due giorni, Angela mi passò a prendere e andammo a casa di Marco. Strada facendo le chiesi come stava , molto agitata rispose, ma le misi una mano tra le gambe e era bagnatissima. Guardandola negli occhi gli dissi che stava diventando una zoccola come la cugina, ma lei senza prendersela rispose……… magari, ma sempre con te. Mi lasciò stupito, non replicai. Come arrivammo a casa di marco citofonammo, ci aprì subito, entrammo e dall’ingresso capimmo che ci dovevamo spogliare. Trovammo loro che stavano apparecchiando del semplice buffet di assaggini, ma quello che mi lasciò stupito è che Marco era già a cazzo dritto. Come ci avvicinammo, dietro a loro invito al tavolo rimanemmo a bocca aperta, molto suschi e un po' di frittura. Io presi dei pezzetti di salmone lo immersi nella soia trovandolo squisito, nel frattempo mi ritrovai le tette di Caterina alle mie spalle, Angela prese quei piccoli rotoli di riso con alghe e qualche altra cosa, ma si ritrovò un birillo che si strofinava sul suo culo, non volevano perder tempo, chi sul tappeto chi sul divano ci demmo da fare. Come mi voltai vidi Angela in ginocchio che cercava di prendere in bocca il cazzo di Marco, e non riuscendoci, si mise subito a pecora. La sentivo gemere con piccoli gridolini, seguiti da tanti si siii dai non ti fermare. Ingoiato il salmone Caterina baciandomi si mise a pecora, e voltandosi verso di me disse….. mi devi fare il culo come ho visto che lo facevi a lei. Non persi tempo a strofinarlo e a leccargli il buchetto, ma presi la mira e giù, non so se era per rabbia o arrapamento, ma le piacque molto e lo decantò dopo il suo urletto iniziale un aaaaarrg. Una vera zoccola, mi incitava ad andare più forte, di prendergli le chiappe a schiaffi, ma quando iniziai a muovermi di traverso in modo selvaggio per slabbrarla il più possibile, affondò la sua testa sul divano. Come le dissi che le sborravo dentro, lei alzò il viso ed era in un lago di lacrime. Mi preoccupai, la abbracciai e baciandola le chiesi se era tutto a posto. Lei con un sorriso tra le lacrime mi disse…….. stupendo, non sai quanto ho goduto. Angela nel frattempo saltellava su Marco un po' a smorzacandela e un po' si faceva trombare alla missionaria fino a prendersi la sborrata in bocca. Ci furono 5 minuti di silenzio e calma assoluta, Angela si alzò andò al tavolo e preparò 4 prosecchi portandoceli. L’ultimo lo diede a Caterina, come bevuto e gradito Angela lo prese per porlo sul tavolo e tuffarsi su Caterina chiamandola troia zoccola, ma si tuffò su di lei a mò di 69. Caterina rimase bloccata mentre Angela iniziò a leccarsela tutta e subito la Cat….. contraccambiò. Fu una stupenda serata, e ci leccammo i baffi con il buffet. Ci salutammo con baci profondi. Saliti in auto Angela mi riaccompagnò a casa ringraziandomi per la serata, le risposi, ringrazia tua cugina. E scesi. Passarono due giorni ma nel frattempo ricevetti un paio di telefonate da Cat. Tergiversai e inventai scuse di lavoro, un incontro a due avrebbe dato molto fastidio a Angela. Cat lo capì e organizzò un nuovo incontro ma con qualche amico in più. Cat avvisò Angela che avvisò me. Dissi ad Angela che per me non ci sono problemi, ma non vorrei che tu poi ti pentissi. Lei rispose……… no, ho deciso voglio diventare una zoccola. Mi lasciò a bocca aperta. Cat la settimana successiva organizzò. Due ragazzi a testa più noi. Angela era un pochino preoccupata…………………… continua













Angela voleva scoprire quel mondo, si era accorta che con 30 anni di matrimonio, di sesso non sapeva nulla. Poi assaggiando il cazzo di Marco lo volle riprovare ……………… così arrivò quel giorno, solita prassi, varcata la soglia di ingresso ci si spogliava, e notai che lei era attratta dal cazzo di Marco, lo seguiva con lo sguardo e quando venne ad accoglierci oltre al bacetto sulle guance, se lo prese in mano accarezzandolo e prenotandosi per l’uso. Accompagnata da Cat andò a conoscere i ragazzi che anche con loro oltre al bacetto ci fu anche le carezze sui cazzi, se li tastò tutti e quattro. La vedevo molto spigliata e poco timorosa, e gli si leggeva in viso la fame di cazzo. Dopo il giro di presentazioni, si misero tutte e due in cucina a parlottare e ridacchiare mentre noi ci sorseggiavamo il prosecco. Cat chiamò Marco porgendogli la mano di Angela,………. Dai aprite voi le danze……… Angela era diventata una affamata di sesso in tutte le sue sfumature, non credo di aver la colpa, io ero il suo toybois e guardia del corpo. Marco iniziò a trombarla alla missionaria, lei era uno spattacolo, alzava quelle gambe fino in cielo per prenderselo tutto e come passarono alla pecorina si aggiunse un ragazzo, ora era allo spiedo, Marco in fica e il ragazzo in bocca. Non riconoscevo più Angela. Mi prese per mano Cat e ci allungammo per
terra sul tappeto, aveva la patata grondante, ci passai velocemente la lingua per assaggiarla e messa a pecora iniziai a scoparla chiamando qualche ragazzo. Angela a un certo punto chiamò la mia attenzione, Marco e il ragazzo gli volevano far provare la doppia, io risposi con un no, uno per volta ok la doppia non sei pronta. Mi capii dal labiale, li allontanò e venne vicino a me. Cat capì e fece il cambio. Subì la doppia per il suo immenso piacere mentre Angela godeva tra me e uno dei ragazzi in uno spiedo. La serata era quasi al termine. Tutti sborrammo sulle nostre dame per poi brindare con un buon prosecco ghiacciato. Fummo i primi ad usufruire del bagno, ci facemmo la doccia insieme e la aiutai a sciacquarsi tutta quelle sborra che non aveva deglutito, mentre la insaponavo la sentivo gemere, Angela aveva ancora voglia di cazzo. Salutati tutti scendemmo. Saliti in auto mi disse…….. basta queste porcate non le faccio più. Rimasi a bocca aperta, dopo averla vista godere e darsi da fare alla grande. Non replicai restai in silenzio. Basta non voglio accettare le proposte di Cat, mi porta alla perdizione. Quella sera rimase a dormire da me, ci abbracciammo come due fidanzatini sino alla mattina. Dove lei all’alba maneggiando il mio pisello mi disse fammi tua e di nessun altro.














































Arrivò agosto il periodo delle ferie, quel pomeriggio affrontò il discorso dicendomi…….. che facciamo?………… non fui in grado di rispondere. Allora…….. dal 5 al trenta prendi ferie e vieni con me. Ok risposi. In quei mesi Angela perse 15 kili, aveva messo un fisico da sballo. Partimmo destinazione civitavecchia, traghetto e scalo a Cagliari. Strada facendo mi disse che aveva ricevuto in eredità dal nonno una casa a Villasimius che di solito la affittava e questa volta l’ha voluta tenere libera per agosto tutta per noi, come arrivammo rimasi a bocca aperta, una bellissima villetta con tanto di piscina a 50 metri dal mare. Gli procurava un bel reddito a fine anno, veniva gestita da una agenzia immobiliare a lei amica. Quel pomeriggio lo dedicammo al riposino e tante coccole, che sfociarono in un 69 lunghissimo. La sera andammo a mangiare in un ristorante a due passi, come entrammo venne riconosciuta dal proprietario che la accolse a braccia aperte dandoci il miglior tavolo. Mi presentò come suo nipote. A trequarti della cena si avvicinò un uomo molto elegante e chiedendo scusa per l’intrusione volle salutare Angela. Lo riconobbe subito, amico di infanzia e vicino di casa, amico del marito che in velocità gli rubò la ragazza (LEI). Nel salutarci ci disse di non prendere il caffè o grappa ma che ce lo avrebbe offerto ad un bar lì vicino così per poter fare due chiacchiere dopo tanti anni. Uscimmo quasi in contemporanea dal ristorante, e vidi che era in compagnia di una bellissima ragazza. Anche lui vedovo, così seduti davanti ai caffè dopo le dovute presentazioni, loro iniziarono a rivangare vecchi ricordi dove con i/le rispettivi consorti ci narravano le loro scorribande in varie discoteche e bagni notturni. Avevano molto da ricordare e parlare ma l’orologio correva così vista la tarda ora ci salutammo mentre loro si scambiavano il numero del cell. Non sapevo che avesse una figlia, molto bella come la mamma, sembra quasi una fotomodella, si risposi, è molto carina. Quella sera a letto trovai Angela ringiovanite di 20 anni, saltellava da una posizione all’altra per la mia gioia. Facemmo le tre prima di addormentarci. La mattina alle dieci eravamo già in spiaggia. Dopo un po' vedo Angela alzare la mano in segno di saluto, sulla battigia stava passeggiando Monica, la figlia di Augusto amico di Angela. Si avvicinò al nostro ombrellone salutandoci e ci chiese se il padre ci avesse chiamato al cell. Non finì il discorso che squillò, eccolo disse Angela. Buongiorno Augusto, siamo qui in spiaggia e abbiamo appena incontrato Monica, ( che nel frattempo si era seduta sul lettino al mio fianco) ………… allora non disturbo, ti avrà detto Monica disse Augusto………… no , che cosa disse Angela…….. questa sera siete miei ospiti al ristorante e domani non prendete impegni e tutti in costume disse Augusto, ok rispose Angela…. A questa sera……. Così monica si alzò dicendo……. Vi ha detto tutto papà, io continuo la passeggiata,….. Angela guardandomi disse….. e tu che fai la lasci andare da sola? Dai su vai. Camminammo sino alla fine della spiaggia dove delle grandi rocce ostruivano il continuo, per oltrepassarle l’unico varco era in acqua. Monica disse….. dai passiamo di là che la spiaggia è bellissima, ci si arriva solo dal mare e non c’è mai nessuno. Mi prese per mano entrammo , come l’acqua arrivò alla cintola, Monica tenendomi sempre per mano mi fece passare davanti e lei che con un salto felino me la ritrovai a cavalcioni dicendomi…….. vai mio prode, salvami da queste acque e scoppiammo a ridere. L’acqua raggiunse il mio petto, a lei la avrebbero coperta e subito dopo girate le rocce l’acqua scese sotto le ginocchia. Si annunciava un bel spettacolo, sabbia bianchissima e acqua cristallina. Ci rotolammo su quella calda sabbia per scaldarci un pò le ossa godendoci lo spettacolo che la natura ci offriva. Stammo lì sdraiati per quasi una mezz’ora quando……. Orsù mio prode cavaliere salva questa fragile donzella da queste acque impervie e riconducila al sua castello, lei te ne sarà grata. Ancora non entravamo in acqua che lei era già a cavalcioni su di me. Camminavo lentamente assecondando i suoi movimenti di bacino, era come se stesse a cavallo, avevo il suo monte di venere all’altezza dei mie remi che strofinava di continuo e le sue tette sulle scapole. Era iniziata la bassa marea, tanto è vero che l’acqua non superò il mio ombelico, ma lei scese solo sul bagnosciuga, quando le dissi…….. o mia principessa ora è salva.. come si mise davanti a me notai il gonfiore accentuato della sua patata con una ulteriore protuberanza nella parte alta, il suo clitoride. Guardandomi sorrise dicendomi…. Si nota molto?……… e si direi proprio di si risposi, acqua fredda ci vuole, così entrò due minuti in acqua sino alla vita . Riprendemmo la camminata sfottendoci a vicenda, con il risultato che la sua eccitazione è stata colpa mia, dalla mia pelle che emanava calore e il movimento che procuravo camminando. Arrivammo all’altezza dell’ombrellone di Angela, Monica la salutò per rincasare visto l’orario. Così noi indossati pantaloni e maglietta ci recammo al nostro ristorante che ci aveva riservato il tavolo. Mangiammo divinamente, ci consigliò la zuppa di scorfano con il pane fresco appena sfornato, il cameriere ci spinò accuratamente lo scorfano e qualche cicala che trovammo ottime mentre quel vinello della casa bianco frizzante e ghiacciato scendeva giù che era un’amore. Rientrati a casa cademmo di peso sul letto, svegliandoci dopo un’oretta e iniziammo a scopare senza neanche pomiciare prima, in modo selvaggio come se non ci fosse un domani. Ed era così. La presi alla missionaria alzandogli le gambe sulle mie spalle mentre lei mi incitava……. Si così più forte… poi lei si posizionò a pecora e lì io fui peggio di un tamburo battente, per poi cavalcarmi stile apache, e quando la avvisai che mi mancava poco, lei se lo infilò nel culo chiedendomi di riempirglielo. Cadde al mio fianco stremata da tutti i suoi orgasmi avuti. Per la sera si mise in tiro, uauuuuu e prima di uscire di casa mi mise la mano sul pisello dicendomi….. è ora che prende il volo. Mi ha detto tutto. La conferma casuale la ebbi a tavola, dove alla mia sx avevo Monica e a dx Augusto. La cena fu ottima, non ricordo quante portate ( anche se erano assaggi abbondanti) ci portarono di tutto di più. Usciti dal ristorante ci facemmo 2 passi per il porticciolo sino alla barca di Augusto, che Angela riconobbe da lontano, una bellissima barca a vela tutta in legno. Salendoci a bordo, Augusto ci annunciò l’itinerario dell’indomani che avremmo fatto in barca. Riprendemmo la passeggiata verso casa e questa volta avevo Angela al mio braccio la quale mi aggiornava su Monica, mi disse che avevo fatto colpo e che quella notte la avrebbe passata fuori. Ci recammo a casa, Angela tirò fuori dall’armadio la sua biancheria più sexy, riempì un borsone anche con altri prodotti, mi salutò con un bacio in fronte e uscì. Lo sapevo che prima o poi o da parte mia o sua sarebbe successo. Non passarono dieci minuti che suonarono alla porta, andai ad aprire, era Monica che mi chiese se c’era posto per lei, e che ha voluto lasciare i piccioncini soli. Dai andiamo su che prepariamo la stanza per gli ospiti dissi, ma come rispose lei il mio cavaliere abbandona la sua principessa in una notte scura senza luna? Non sia mai risposi, ma il vinello si faceva sentire. Saliti in camera lei andò in bagno, io rimasto in mutande mi misi a letto e coprendomi con il lenzuolo mi addormentai all’istante. Anche lei era stanchissima, si posizionò a cucchiaio davanti a me e si addormentò. La mattina alle sei e trenta suonò la sveglia, svegliai la principessa con qualche bacetto in testa, quando squillò il mio cellulare, era Angela che ci invitava a colazione tempo 15 minuti. Monica dopo il bacio in testa scodinzolò con le sue chiappette sul mio birillo dicendo che avrebbe voluto sempre un risveglio con il buongiorno così. Mi alzai e corsi in bagno. ( aveva sentito la mia erezione ma non volevo fargliela vedere). Come suonammo alla loro porta, ( nonostante Monica avesse le chiavi abbiamo voluto suonare) venne ad aprirci Angela tutta pimpante in costume sexy coperta a malapena dal suo pareo. Ai fornelli trovammo Augusto a fare le uova, prendemmo posto al tavolo e come Augusto ci servì, notammo il suo volto, un viso sbattuto che non ha dormito. Io mi girai verso Monica e a voce bassa cogliendo la distrazione dei piccioncini gli dissi……… ma ce la farà a guidare la barca? Ci rimediai un pizzicotto. E mi rispose dicendomi che è da più di dieci anni che la guida con tanto di brevetto e che è in grado di gestirla anche da solo e mi fece la linguaccia. In trenta minuti eravamo già in barca. Monica chiese al papà come prima sosta la baia chiusa, quella che mi ha fatto vedere Monica, vederla dal mare era stupenda, non ci fermammo e Augusto prese la rotta per l’isola dei cavoli. Bellissima acqua stupenda meglio dei caraibi. L’isola non era grandicella ma tutta naturale una oasi, la barca la attraccammo in una pensilina mobile , ce ne erano due, tutte rocce all’ottanta per cento della costa ma quelle due spiaggette erano uniche al mondo stupende. Ci sdraiammo li a fare le lucertole fino alle 11, poi Augusto e Monica salirono a bordo dicendoci di raggiungerli tra 1 ora. Angela si avvicinò a me visto che vi erano due asciugamani che ci dividevano, ………...allora come va? La ragazza è brava con l’uccellaccio? …….. non risposi…….. dai non mi dire che……. Niente?…… guarda che gli piaci molto e che son tre anni che non esce con un ragazzo……… si hai ragione, è bellissima, da sballo, forse è troppo bella x me. Ma dai non fare lo scemo, se stasera non succede nulla domani vengo io a tirartelo fuori e glielo do……. Scoppiammo in una risata, ma prontamente rigirai il discorso. E tu………… abbiamo visto come lo hai ridotto, ha certe occhiaie……… no non mi dire questo, è bravo, un uomo attento, e mi fa godere come ai vecchi tempi. Come hai vecchi tempi?…. Si, rispose prima di fidanzarmi con mio marito li frequentavo tutti e due, si usciva in comitiva ma a volte mi appartavo o con uno o con l’altro a loro insaputa. Dopo circa 1 anno di questa storia scelsi mio marito. Oggi ristare tra le sue braccia mi ha risvegliato tantissimi ricordi ed è stata una notte bellissima da cinquantenni. Dunque vedi di darti da fare che piaci alla ragazza ed è una seria non una di quelle una botta e via. Non salimmo a bordo ma ci raggiunsero loro con degli involucri. Augusto si era fatto preparare il tutto dal ristorante che super attrezzato aveva messo in contenitori elettrici per poi riscaldare ed è quello che fecero Monica e Augusto. Apparecchiammo su di un tappeto, ( la meglio cosa, gli asciugamani son poco rigidi) e ci servirono una zuppa con del pane bruschettato , lo mangiammo con avidità e vedere Angela che ad ogni boccone sbaciucchiava Augusto mi stavo commuovendo. Ma con la coda dell’occhio vidi che la coppia dell’altra barca ormeggiata era con il naso all’insù, si rimisero il costume e con uno scarso italiano si avvicinarono a chiedere notizie, Augusto gli rispose in inglese….. sedetevi e favorite. c’erano molte cose marinate accompagnate dal pane bruschettato. Era tantissimo per noi, monica fece da cameriera, ad ogni assaggio la coppia diceva good good , era salmone marinato al pepe rosa, le alici marinate, tonno affumicato, e pesce spada affumicato. Il tutto accompagnato da quel bianco frizzantino del ristorante. Con qualche polipetto affogato e anche un po' di salmone sushi. A fine pranzo ci salutammo con baci e abbracci, mentre Augusto gli diede il biglietto da visita del nostro ristorante abituale.
Ci salutarono con mille grazie e tornarono a bordo come noi. Noi facemmo rotta verso casa . Angela era al settimo cielo, aveva ritrovato un amore della sua vita ed era appagata. Come arrivammo al porticciolo aveva iniziato ad imbrunire, passammo per casa di Augusto e Monica prese le sue valigie e si trasferì da me. Doccia veloce e appuntamento al ristorante. Portate le valige in camera, Monica le aprì ed io ne approfittai per andare in doccia, ma due minuti dopo ecco che mi apre il vetro del box e allungando il braccio lo prese in mano. Contraccambiai il gesto, aveva il monte di venere bello gonfio e tra le dita mi trovai il suo clitoride di circa tre cm. Come lo toccai lei gemette, perse le forze alle gambe e inginocchiandosi me lo prese subito in bocca. Chiusi subito l’acqua presi l’accappatoio avvolgendola e tirandola su a me, ci asciugammo dirigendoci a letto. Ci cimentammo in un bel 69, la trovai super eccitata, mentre quel clitoride che mi strofinava sul naso provocava a lei una forte eccitazione che venne, anche causa della sua lunga astinenza. Come ci mettemmo alla missionaria, Monica lo prese subito in mano dicendomi……. Fai piano, è da molto che non lo faccio. Avvicinò la mia cappella alle sue piccole labbra, ci misi qualche minuto ad entrare per poi muovermi lentamente lentamente, tenevo d’occhio l’espressione del suo viso di meraviglia, godimento e paura del dolore. Il mio movimento era in crescendo accompagnato dal suo, il rumore che si sentiva era come quello di un bimbo di 2 anni che sguazza dentro una bagnarola con acqua. Raggiunse tre orgasmi in 10 minuti, ma al terzo mi gridò……… fermo fermo fermo, così mi uccidi. Mi spostai al suo lato baciandoci di continuo. Come sentii in suo respiro da affannato come era prima a rilassato di ora, tenendola per i fianchi la girai per metterla a pecora, lei mi assecondo e come lo ebbe dentro avrei fatto si e no 15 volte avanti e indietro che la sentii venire. ( aveva un bel arretrato) . Mi andò l’occhio sull’orologio, azz dissi, siamo in ritardo………… lei per non lasciarmi in quel modo se lo riprese in bocca e sfoderando la sua maestria mi fece venire in poco tempo. Sciacquatina alle parti intime e via . Come arrivammo al ristorante portavamo quindici minuti di ritardo, Angela ci accolse con un sorriso di 50 denti mentre Augusto fece cenno al cameriere che si poteva iniziare. Ci portarono subito una bellissima grigliata mista a persona e qui che Angela facendo l’occhietto al cameriere disse………… al ragazzo è meglio uno zabaglione…………. Io e Monica diventammo due peperoni e seguirono i sorrisini di Angela e Augusto.
( ci ha restituito pan per focaccia). Ci ridemmo pure noi. Quella grigliata è stata sublime e ancor di più poi ci portò tutti gli assaggini di marinati e finimmo con il dolce. Dopo cena solita passeggiata per smaltire quel vinello ma eravamo ancora alla prima settimana di agosto. Arrivati davanti al cancello di Augusto li salutammo dandoci appuntamento per l’indomani mattina in spiaggia. Il cancello successivo era il nostro. Entrammo ma Monica non volle andare subito in casa, ci dirigemmo verso la piscina, mi fece accomodare su di un lettino salendomi a cavalcioni. Prese la mia mano portandosela sotto la gonnellina che indossava, era senza mutandine e sentii subito il suo clitoride svettare in alto, la sua fica era un lago, non dissi nulla e fece tutto lei , mi abbassò i pantaloni e si impalò. Ci fu una cavalcata come se non ci fosse un domani e quando sentì che ero lilì per venire, se lo prese tutto in bocca da vera ingorda dicendomi……. Mi piace la tua sborra….. l’umidità della notte si sentiva, così rincasammo per andare a letto. Ma il mio pallino era il suo culetto vergine. La mattina come svegliati, dopo i bacetti del buongiorno, si partiva con un bel 69 dove io non mi limitavo solo alla fica ma anche al culetto per poi accarezzarlo tutto intorno al forellino, cosa molto gradita da Monica. Quella mattina dopo aver fatto colazione al bar telefonò Augusto dicendoci che ci aspettava alla barca. Puntuali eravamo lì, salpammo per quella spiaggetta che io e Monica quella volta la raggiungemmo a piedi. Augusto è voluto andar lì perché era un desiderio di Angela. Sbarcammo tutti e quattro, due ore di lucertola e poi Angela che aveva paura di bruciarsi si fece accompagnare da Augusto a bordo per farsi incremare. Dopo una ventina di minuti salimmo a bordo anche noi, Monica mi fece cenno di far silenzio e ci dirigemmo verso il timone. Posizionati al punto di comando, a 2 metri da noi avevamo la finestra a oblò della loro cabina, Angela era intenta a succhiare il pisello di Augusto. Rimasi meravigliato dalla grandezza e lunghezza, mentre Monica disse…… lo sapevo, una volta l’ho visto. Dal pompino passarono ad una pecorina dove Angela si dimenava come una anguilla, per poi passare allo smorzacandela con la variante che Angela se lo mise dietro. Avevamo il culo di Angela rivolto verso di noi e si vedeva benissimo quel palo che la inculava. I suoi gemiti di piacere erano arrivati alle stelle e credendo di essere soli non tennero il volume basso e si sentivano bene. Monica rimase a bocca aperta dicendomi…….. uauuuu ma è così bello, senti come gode. Io la misi a pecora attaccata al timone e iniziai a leccare fica e culo, per poi infilare la falange dell’indice mentre mi dedicavo alla fica. Venne in un modo copioso. Girandosi me lo prese in bocca e giù di pompa. Lo spettacolo di Angela stava finendo così come venni, piano piano scendemmo sul molo per far finta di essere appena arrivati e risalire. Era quasi ora di pranzo e così salpammo per il ristorantino. Noi ci posizionammo a prua mentre loro erano al comando, Monica avvinghiata a me mi ripeteva quello a cui avevamo assistito……… ma hai visto come godeva, lo voglio fare anche io, ma devi essere delicato ho il terrore di sentir dolore. Ci baciammo e la rassicurai. Così dopo pranzato inventammo una scusa per non rincasare e ci recammo in una farmacia a comprare del lubrificante e un tubetto di Luan. Tornati a casa Monica era impaziente, così spogliati nudi ci stendemmo. Io iniziai a leccarla per portare a un livello alto di eccitazione, poi mi misi sull’indice un po' di luan e iniziai a massaggiare e già la sentivo ansimare. Entrai con la falange e tutto ok , lei mi spronò……… dai metticelo tutto che mi piace……… e così feci aiutandomi con del lubrificante. Stava iniziando a godere ed io ci avvicinai anche il secondo dito. Uno dentro e l’altro massaggiava fuori per poi farsi strada piano piano. Intanto aveva la fica che colava. Avvicinai anche il terzo che accolse gradevolmente. Aggiungendo altro Lubrificante mi avvicinai con il cazzo. Tolsi le dita e appoggiai la cappella, la sentii incordarsi, come si calmò provai a spingere. La cappella entrò subito. Mi fermai per farla abituare , ma lei aveva fretta e iniziò a muoversi spingendo indietro. All’ultima spinta gli entrò tutto ed emise un suono di gola tipo arrrrgg. Le fermai i fianchi per non farla muovere. Ma si era come paralizzata dalla fitta che ha avuto. Tempo un minuto e inizio a muovermi lentamente, e si iniziano a sentire i suoi gemiti, si adesso mi piace, è svanito quel po' di dolore e fastidio e mi piaceeeeeeeee. Iniziai a pomparla sempre più forte fino ad innondargli il culo. Lei sentendo tutto quel calore raggiunse il suo secondo orgasmo. Cademmo stremati su di un lato, lei mi abbracciò dicendomi……… ora capisco perché godeva tanto, e ci addormentammo




ADDED 2 COMMENTS:
  • avatar oibo Purtroppo no, la nostra storia finisce lì, mentre con la figlia del nuovo compagno, ogni tanto ci si vede ma non nasce nulla

    21-07-2026 09:38:04

  • avatar Robusto Davvero un bel racconto ma ha una continuazione?

    21-07-2026 08:47:54






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