Terme galeotte, cap. 5 - la monta -
by NessunoxlAvevo un groppo in gola.
A quel punto rincarò la dose:
«Prendi il cazzo, appoggialo sulla sua fica… poi tienile la mano e baciala mentre la monto».
Feci come mi aveva detto.
Le labbra di Paola erano gelide e, ancora prima che riuscisse a parlare, capii che lui era entrato dentro di lei, perché mi strinse fortissimo la mano.
«Dio mio, amore… è enorme… mi sta riempiendo… lo sen…»
Non riuscì nemmeno a terminare la frase perché fu travolta da un orgasmo violentissimo. Non l’avevo mai vista né sentita così e, soprattutto, non era mai successo che raggiungesse un orgasmo tanto rapidamente.
Nel frattempo, lui alternava spinte lente e profondissime a improvvise accelerazioni. Paola aveva un orgasmo dietro l’altro. Era irriconoscibile: continuava a ripetere che era bellissimo, che si sentiva piena, che stava godendo da morire.
Fu allora che lui iniziò a prenderla con un ritmo costante, accompagnando ogni affondo con poderose pacche sul culo, che in breve divenne rosso, segnato distintamente dalle impronte delle sue mani.
A un certo punto le chiese chi la scopasse meglio, se lui oppure io.
Paola si mordeva le labbra e non rispondeva.
Allora lui prese a colpirla ancora più forte e lei iniziò a urlare:
«Tu… tu…»
«Dimmi che sei una troia. La mia troia.»
Quella volta lei non esitò:
«Sì… sono una troia… la tua troia… la tua puttana… continua a scoparmi forte…»
Quello che stavo vedendo e sentendo era incredibile. Non avrei mai potuto immaginare mia moglie in quel modo.
Ero eccitato come una bestia e finalmente capivo cosa avesse provato Claudio. In quel momento non pensavo più a nulla, nemmeno all’idea che inizialmente mi aveva spinto ad accettare quella serata — il culo di Laura.
Mi tirai fuori il cazzo, duro come il marmo, e iniziai a segarmi.
Lui allora mi urlò di non sporcare il tappeto.
Istintivamente cercai la bocca di Paola, ma ancora una volta mi fermò:
«Che cazzo fai? Lei è mia, stasera. Prendi un tovagliolo dal tavolo e sborra lì.»
Tornai con il tovagliolo e, mentre mia moglie continuava a godere e a ripetere quanto si sentisse piena, venni come un liceale, segandomi furiosamente.
Segue….
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