L'avevo sempre sospettato - Parte terza
by GipotopoVerso le 21,30 uscimmo di casa e ci dirigemmo verso una cichetteria che conoscevamo. Ci accomodammo nel dehors e ordinammo qualche cicchetto con un’ombretta di fresco vinello bianco. La guardavo nella sua nuova mise. Bellissima. Il trucco leggero esaltava i suoi lineamenti regolari, un rossetto discreto definiva le labbra. Al collo un filo di perle, un bracciale di perle e come orecchini con due semplici perle. Una bellezza semplicemente elegante. Attirava sguardi di uomini e donne ma lei pareva non accorgersene.
Al termine dello spuntino ci incamminammo verso Piazza San Marco. La bellezza della piazza era sottolineato dalle luci montate per l’evento. Raggiungemmo i nostri posti che erano stati prenotati dall’azienda per la quale lavoravo. C’erano anche due colleghi con le rispettive consorti. Anche loro in tiro ma la bellezza e l’eleganza di Lorena non aveva confronti.
Dopo un po’ le luci si abbassarono lasciando illuminata solo la passerella e donne altissime e molto belle cominciarono a sfilare. Le signore commentavano gli abiti e noi maschietti apprezzavamo sottovoce i corpi delle modelle.
Dopo circa un’ora l’evento terminò e “finalmente” cominciammo a sfollare dalla piazza. Lorena era aggrappata al mio braccio ed io potevo sentire il suo profumo ed il suo corpo stretto a me. Ad un tratto la sentii irrigidirsi.
Che c’è amore?. Le chiesi
Qualcuno mi sta palpando il sedere in modo professionale
Chi? Perché professionale? Fammi vedere chi è che lo prendo a ceffoni.
No, ti prego. Lascialo fare. Mi sta piacendo. E poi ti ho detto che è un professionista. Non mette le mai a caso
Dai non scherzare. Vieni da questa parte.
No, siamo arrivati al canale li c’è meno gente. Smetterà
Dominai la gelosia e la rabbia. La cosa naturalmente mi disturbava ma stranamente sentivo dentro me un senso di eccitazione che non mi spiegavo.
Usciti dal caos post sfilata prendemmo la strada verso casa.
Lorena, vuoi dirmi cosa ti è preso?
Ho sentito una mano che mi ha sfiorato la spalla e lentamente è scesa sul fianco. Io non ho reagito e così lui ha cominciato a massaggiarmi il fianco delicatamente ma ogni tanto aumentava la pressione. La mano è scesa ancora un po’ all’altezza dell’anca e ha proseguito nel movimento già effettuato sul fianco. Stavo provando una sensazione strana. Mi stupivo di non aver reagito dandogli uno schiaffo ma quella mano mi stava dando piacevoli percezioni.
Ma non hai pensato che io ero li accanto a te?
Certo che l’ho pensato, per questo ti ho coinvolto. Comunque la mano è passata alla schiena per poi scendere alle natiche segnando lo spazio tra le due. Anche questo movimento è durato qualche secondo poi una stretta su una chiappa come per salutare.
Hai capito chi è stato?
Certo.
E allora cosa aspetti dimmi chi è.
Guarda un po’ indietro alla mia destra. Ci sta seguendo.
Non c’è nessuno
Guarda bene vedrai che la vedi
disse accentuando il “la”: mi volai di nuovo e vidi una donna con i capelli corti vestita con un completo giacca e pantaloni grigio. Da quello che riuscivo a vedere poteva avere una cinquantina d’anni. Un bel no si intravedeva sotto l’abbottonatura del vestito.
Una donna? Ma stai scherzando?
No è proprio lei.
Ma perché ci segue?
Si vede che si è fatta qualche idea strana.
Sentii il sangue rimescolarsi e il mio pene si gonfiò in un attimo.
E cosa vorrà?
Non te lo immagini?
Ma dai? E tu avresti il coraggio?
Da ragazza ho provato qualche esperienza e non ti nascondo che la cosa non mi era dispiaciuta. Ho sempre preferito il cazzo, specialmente il tuo, ma come mi puoi confermare anche la passera di una donna è affascinante.
Sono senza parole.
Immagino ma il pisello ti si è intostato in un attimo. Che dici, la facciamo salire?
Ma stai scherzando vero?
No
E cosa facciamo in tre. Sarei troppo imbarazzato.
Lasciamo guidare lei e poi vedremo cosa succede.
Rimasi di sasso. Il mio corpo diceva Si e il mio cervello era confuso ed annebbiato.
Lorena mi passò la mano sui pantaloni, sentì la mia erezione. E si fermò all’improvviso. La donna la raggiunse. Si scambiarono poche parole a bassa voce e poi tornò d me.
Ok. Si chiama Bruna. Ha 52 anni è lesbica ma non disdegna il cazzo. Se siamo d’accordo tutti e tre, lei mi ha già detto che le farebbe piacere, ci raggiunge a casa e poi i sensi faranno quello che vogliono.
Ma tu Lorena te la senti di passare una notte con una donna che non conosciamo a fare sesso?
Se devo essere sincera la cosa mi intriga. Però decidi tu.
Rimasi in silenzio. Vedere due donne che fanno sesso era una fantasia che ogni tanto mi passava per la testa. Ma una delle de donne era Lorena, la mia Lorena. Che aveva già avuto esperienze di sesso lesbico e non mi aveva mai detto niente.
Che fare? La sera prima ci eravamo detti di ravvivare il nostro rapporto. Lei si era levata gli slip aveva danzato con la gonna svolazzante in mezzo ad una piazza. Aveva promesso un pompino ad uno sconosciuto. Era rimasta nuda sulle scale di casa. Ed ora questo. Certo che il concetto di ravvivare il rapporto lo aveva preso sul serio. D’altra parte lei era a casa sola tutto il giorno un po’ di “novità” certamente la desiderava.
D’accordo. Facciamolo.
Lorena Mi diede un bacio e tornò dalla donna.
Vennero entrambe da me che ero fermo in mezzo ad una calle.
Bruna mi diede la mano in modo deciso. Si presentò e prese Lorena per mano. Io le presi l’altra e ci incamminammo verso la nostra casa che era duecento metri.
Nel tragitto non scambiammo una parola. Lorena ogni tanto mi stringeva la mano, ma il silenzio regnava sovrano in questo terzetto di due donne e un uomo.
English (UK)
English (US)
Italiano
Français
Español
Deutsch
Русский