Nuova vita da 70enni (Parte Quarta)
by cicciolettaUn piccolo consiglio per chi si trovasse a leggere per la prima volta questi miei soliloqui, sarebbe utilissimo leggere dapprima i precedenti, tutto vi sarebbe più chiaro..
E dunque, all’improvviso e grazie a ciò che oramai mi appare spesso in rete per via delle mie navigazioni in tema, avrei avuto la ghiotta opportunità di poter tornare ad alimentare il dialogo (mai sopito) con la mia adorata 70enne. Un breve inciso prima di tornare alla narrazione di questo mio particolare percorso proibito, credo proprio che sia vero il fatto che la rete in un certo senso ci spii, da quando ho iniziato questo tipo di navigazione cerebrale, spesso, molto spesso, mi giungono suggerimenti a tal proposito, soprattutto su Facebook, dove ho scoperto molti pseudo esperti di psiche e sessualità di coppia, non dico che siano impostori, per carità, molti di loro si servono di citazioni accademiche facilmente riscontrabili, ma è sintomatico che ne sia subissato, un pochino come quando ti trovi a cliccare con interesse sulle informazioni inerenti l’acquisto di una nuova automobile, da quel momento in poi si susseguono suggerimenti a iosa, forse in rete si è sparsa la voce che io sia desideroso di una voglia erotica espressa più volte, ho salvato amabilmente anche altri suggerimenti che potrebbero tornarmi utili nel tempo che sto vivendo, ovvero quello inerente al possibile convincimento e coinvolgimento della mia adorata e matura mogliettina in qualcosa che potrebbe farci impazzire.
Ordunque, avevo finalmente in mano qualcosa con cui instaurare un dialogo costruttivo, mi premunii di stampare ciò che nella puntata precedente ho elencato, avendolo alla bisogna sempre a portata di mano per una proficua utilità, un momento che seppi cogliere, si era beatamente seduti a pranzo in casa nostra, in un giorno infrasettimanale, figli in ferie e nipoti con le loro famiglie, poco prima di consumare il pranzo, scherzando le dissi..
“..ciccioletta ti posso chiedere di fare una cosa per me..?”
A proposito, il vezzeggiativo con cui la chiamo qui è lo stesso che uso da sempre, sin dai tempi di quando ci fidanzammo, e lei è stata sempre particolarmente felice di questo nomignolo, per cui sorridendo rispose..
“..quando il diavolo ti accarezza l’anima vuole di solito qualcosa, dimmi..”
“..vorrei che tu pranzassi con me senza indossare le tue mutande..”
“..porco, ti ho letto negli occhi che avresti voluto chiedere qualcosa di questo genere, ma prima di accettare questa tua richiesta voglio sapere il perché, se non sarai convincente non lo farò, sentiamo..”
“..mi sono imbattuto in rete su ciò che un gran numero di mogli sognano prima o poi di vivere insieme al proprio marito, uno studio serio, accademico, supportato dalle statistiche, siamo soli, se me ne darai opportunità vorrò constatare brevi mani se sapere dei risultati dello studio ti avranno creato un possibile umidore della fica..”
“..ma tu sei proprio un vero porco, ma tutte tu le vai a cercare?”
“..io non ho cercato nulla, mi è capitato di imbattermici in rete, ci stai o no al gioco? Tranquilla, come sai non rischi nulla..”
“..uuuuuhh da quant’è che con te non rischio nulla (e giu risatine sarcastiche..) in ogni caso ci sto, dai, giochiamo..”
Si alza, si tira su la gonna (e già lì è tornata a farmi impazzire..) si sfila le mutande con salva slip annesso, per poi dirmi..
“..tu non hai più una donna da molto tempo, ma devi sapere che alla mia età il salva slip è necessario, le perdite vaginali sono spesso frequenti ed abbondanti, al di là del fatto che, in ogni caso, io non abbia mai sofferto di secchezza vaginale (cosa a me ultra nota, in gioventù sempre bagnatissima..) non potrei uscire di casa senza, per cui non fraintendere sul possibile umidore di qui in avanti potrai constatare come dici tu brevi mani..”
“..bene, sono convinto che quello di cui mi stai informando corrisponde al vero, però facciamo così, fammi prendere atto adesso, in questo momento, del tuo stato, poi, a fine colloquio me ne farai nuovamente prendere atto per poterne determinare la consistenza effettiva, ci stai?”
“..ci sto, eccomi, prendine atto..”
Tutto questo è successo soltanto tre giorni fa, il 20 Agosto verso l’ora di pranzo, avrei potuto avere nuovamente l’opportunità dopo molto tempo di tornare a percepire con le mie mani il calore delle carni di mia moglie, si tirò su la casacchina casalinga, si sedette davanti a me allargando le gambe e dicendo..
“..dai maiale, fai quello che devi fare..”
Non chiuse gli occhi, ma prese a guardarmeli in profondità con insistenza, anch’io non riuscivo a staccare i miei dai suoi, mantenendoci visivamente l’uno preda dell’altro finalmente l’accarezzai, dapprima mantenendomi nella parte superficiale, poi tentando un piccolo affondo, che lei mi lasciò fare, un paio delle mie dita si intrufolarono dopo innumerevoli e vani tentativi negli ultimi anni dentro di lei, tale affondo è stato utile a farle abbassare la consistenza delle sue resistenze, non ci crederete, ma per qualche lungo attimo ha reclinato la testa all’indietro dando corpo alla sua voce a mezzo di un chiaro sospiro, subito però domato dicendomi..
“..basta maiale, questo non era nei patti, questo mi sembra un tentativo dí masturbazione, finiscila, fatti bastare quello che hai percepito..”
Cosa avevo percepito? Carni inevitabilmente destinate all’eccessiva secrezione, avrei voluto abbandonare la volontà di doverle esplicare ciò che avevo appreso in rete dedicandomi al divoramento delle sue succulente e lucide carni, ma lei optò per il mio ritorno alla razionalità, troverete molto strano questo accadimento tra due coniugi sulla via delle nozze d’oro, ma è da tener conto della complessità del rapporto in itinere, senza più contatti da tempo, per un attimo ho riavuto il mio livello di passione di sempre, anche se in assenza di erezione.
Accettando in silenzio la sua imposizione iniziammo il pranzo, il dialogo quasi spezzato, ma il silenzio che regnava tra noi era sensazionale, avremmo dovuto ammetterne entrambi la positività dell’accaduto, ma lei, il suo passo non lo
avrebbe mai fatto. Durante il pranzo tirai fuori dalle tasche i fogli stampati dove erano riportati i sei salienti punti erotici enunciati da parte del sessuologo in questione, iniziai ad elencarglieli a voce, mano a mano che leggevo notavo sul suo volto espressioni tal volta positive e dal volta negative, in ogni caso il sorriso tornò ad impadronirsi di entrambi, alla fine della mia lettura dell’elenco tornammo a discuterne (potrete leggere dei vari punti toccati nel precedente racconto, il terzo) lei espresse nell’immediato un suo parere, lo fece non freddamente, ma con eleganza mentale..
“..beh, inutile dover dire che non sono d’accordo in egual modo punto per punto, in uno di essi poi mai e poi mai, e se mi conosci bene dovresti già aver capito qual è di essi, vediamo se ho ragione..”
“..è una tua sfida sulla conoscenza di te? Diamine, puoi scommetterci, la curiosità di poterti intrattenere con una donna non fa parte di te..”
“..vedo che ancora rammenti per quello che io propendo..”
“..ma sei mia moglie, tu hai sempre propeso per il cazzo..”
“..cosa di cui non posso più godere..”
“..sbagliato, non puoi più godere del mio, ma al mondo siamo intorno ai 9 miliardi di abitanti, di cui circa la metà maschi, vogliamo toglierne una percentuale in quanto gay? Di uomini ne restano sempre svariati miliardi, non tutti come me impotenti, ma di tutte le età e dal cazzo funzionante, per cui..”
Lei se ne stette qualche attimo in silenzio, per poi replicare..
“..per cui? Che vuoi dire?”
“..che mi piacerebbe saperti pervasa dal desiderio del secondo punto elencato, se non addirittura dal quarto..”
Lei prese il foglio in mano leggendo ad alta voce il secondo punto..
“..fare sesso contemporaneamente con più persone, preferibilmente con due uomini, rendendo eccitante l’idea di poter essere stimolata in più parti del proprio corpo nello stesso momento.. Beh, come si può negare, ritengo possa essere ovvio, non solo voi uomini sognate di poter essere l’unico uomo su di un’isola abitata da sole donne..”
Non replicai, ma sorrisi, e lei me ne chiese conto, ed io le spiegai che..
“..sognare di poter essere l’unico uomo su di un’isola completamente abitata da donne è piuttosto un incubo..”
Replicò anch’essa sorridendo..
“.. e poi mi vieni a dire che non sei diventato oltre che impotente anche gay, vent’anni fa avresti fatto debiti per il biglietto aereo che ti potesse portare sull’isola, in ogni caso si, lo ammetto, nella fantasia mi unisco alla maggioranza, e confermo, senza altre donne di mezzo..”
“..ahimè i tempi si evolvono, non posso più ambire ad esser abitante della fantomatica isola, ma rileggi il
quarto punto..”
Lei rilesse ad alta voce..
“.. Il brivido di poter essere sorpresa a fare del sesso veloce ed irresistibile in posti insoliti, spiagge, auto, cinema, bagni del ristorante, ascensore o quant'altro di proibito ed inusuale, non meglio specificando però se con il partner abituale oppure servendosi di un amante inaspettato e (ripetendo parte della sua replica disse) visti però i luoghi insoliti più menzionati credo che il partner abituale c'entri poco, si, forse questo sarebbe il punto che più accende..”
Mia moglie mi stava rivelando dopo anni di matrimonio che l’avventura di sesso veloce e furtiva con un maschio che l’avesse abbordata e che a lei fosse piaciuto l’avrebbe potuta vivere, ma sempre in riferimento alla passata gioventù..
“..tu non immagini quanti uomini mi avrebbero voluta portare a letto, ma l’unico a cui mi sarei concessa volentieri era gay (Luciano, il suo collega che la vide nuda nelle foto) tutti gli altri? Mai considerati, e non fare l’errore di credere che non me ne sia mai piaciuto nemmeno uno, me ne sono piaciuti diversi, non sarei una donna normale a non ammetterlo, normale è ammetterlo, e su tutti te ne rammento uno, ricordi il garzone del fruttivendolo qui sotto casa una trentina di anni fa? Quel bel ragazzone moro dai capelli lunghi e spesso legati?”
“..quello che io e te gli dicemmo di essere molto somigliante al cantante Fiorello?”
“..si, bravo, proprio quello, avrà avuto all’epoca la metà dei miei anni, io già ero grossomodo 40enne, quando al mattino portavo i ragazzi a scuola mi sentivo fortemente osservata, penetrata nell’anima, una volta, era estate, passai nel negozio ed acquistai un’anguria, che per me era pesantissima, chiesi se ci fosse l’opportunità di poterla ricevere a casa, mi fu detto di sì, in casa ero sola, tu al lavoro ed i ragazzi nel centro estivo, ero pronta al peggio sai?”
“..mi avresti tradito?”
“..si, lo avrei fatto, ero pronta a farlo, c’erano tutti i presupposti, e questo rientra come puoi capire nel quarto punto, una scopata inattesa e veloce, ma non me la sono fatta, e sai perché?”
“..sono rapito da questo racconto, continua, perché non te la sei fatta la scopata veloce e furtiva?”
“..indovina? L’anguria me la portò a casa il suo datore di lavoro, quel vecchio bavoso viscido, che sia chiaro, non ci provò, ma che lui avesse voluto scoparmi era chiaro anche ad un cieco..”
“..che jella cribbio..!”
“..che jella per me o per lui?”
“..jella per te che avresti voluto scoparti il bel 20enne e jella per me che in quel periodo non facevo altro che cercare di convincerti a fare il gran passo..”
“..gran passo che non ho fatto ma che tu continui a desiderare, vero porco..?”
“..si, lo ammetto, soprattutto adesso che non ti sono più utile, ma dimmi, se ti fossi lasciata scopare da “Fiorello” me lo avresti detto..?”
Continua..
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