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RACCONTO

GLI PROPONEVO IL TRIO! NO. GLI PROPONEVO LO SCAMBIO! NO.

by oibo
Visto: 241 volte Commenti 1 Date: 28-10-2026 Lingua: Language

Siamo sposati da 25 anni e ancora passiamo notti piene di passione. L'anno scorso, in vacanza in Corsica, siamo andati in un sexy shop. Gaia era attratta da alcuni vibratori, e ridendo ha detto:

Chissà come ci si sente

. Allora, li abbiamo comprati. Spesso, durante l'atto, la nostra mente era piena di immagini e pensieri hot. A volte, mentre la scopavo, le proponevo le mie idee, e lei rispondeva:

No, forse... ma sei matto?

e io sentivo che la sua fica diventava sempre più bagnata. La cosa bella è che ha avuto un orgasmo furioso quando mi cavalcava. Poi gli raccontavo scene di film che abbiamo visto, le ho proposto di succhiare un cazzo nero, e massaggiandole il sedere le ho chiesto:

E ora dove lo vuoi?

Nel culo rispose, sì, una bella doppia . Aumentò il ritmo della cavalcata e cadde sfinita di lato, esausta, senza forze per il forte orgasmo. Non era mai stata molto brava a fare l'amore nel culo, infatti lo avremmo fatto 4 o 5 volte al massimo, ma a lei piaceva menzionarlo in quelle scene. Scesi dal letto, non se ne parlava. I nostri migliori amici dall'infanzia sono Marco e Sara, con cui andiamo a fare due pizze al mese e qualche domenica al ristorante con gita. Spesso, mentre la notte io e lei facevamo l'amore, le proponevo una cosa a 4 e lei mi riempiva di scappellotti. Ma quel lunedì pomeriggio, fuori dal letto, ripresi il discorso mentre sorseggiavamo un tè. Le dissi:

Ma hai visto come ti guarda le tette?


E ti dico che, quando passiamo davanti a lui, lui guarda il tuo sedere e tiene la mano sul suo cazzo. Lei ha riso, rispondendo:

Sei sicuro che sia lui che guarda o sei tu che guardi Sara?

Gli darei una bella ripassata, è una bella fica.

Sei un porco

, mi ha detto.

Ma dai, non fare la verginella, quando ti racconto le mie fantasie e ti faccio eccitare, ti bagni subito e raggiungi certi orgasmi...

.

Una cosa sono le fantasie e un'altra la realtà

. Lei ha cambiato discorso senza dire sì o no. Forse ci starà pensando. Dopo tre giorni ho ripreso il discorso, e lei ha risposto:

Poi vediamo

. Ho parlato con Marco e Sara che ho incontrato in centro; con loro ho molta confidenza, specialmente con Sara. A Sara dico spesso che gli darei due colpetti volentieri. E lei risponde sempre:

Quando vuoi, faresti felice Marco, che ha voglia di vedermi scopare con altri, ma anche Marco si farebbe tua moglie

. Aspettavo la decisione di mia moglie, che non prendeva mai. Quella domenica decidemmo di andare a quel ristorante a Guarcino dove tempo fa, mangiammo delle pappardelle al cinghiale e dello spezzatino di cinghiale buonissimi. Più che ristorante, una piccola trattoria con circa 20 coperti a conduzione familiare. Prendemmo posto in un tavolo da sei per stare più comodi: Marco accanto a Angela, mia moglie, e dirimpetto a Sara, io dirimpetto a Angela e accanto a Sara. Prosciutto e mozzarella ottimi, e giù il primo bicchiere di vino rosso.
Dieci minuti dopo arrivarono le pappardelle al cinghiale. Stiamo bevendo del vino rosso e siamo già alla seconda bottiglia. Si rideva e si scherzava. Mi alzo per andare in bagno. Quando torno, vedo che Angela è tutta pavonazza e con gli occhi sbarrati. Arrivò lo spezzatino con l'insalata e Angela tornò a sorridere. Paghiamo il conto e ci incamminiamo verso l'auto. Angela mi abbracciò e mi disse:

Non arrabbiarti, lo sai che è successo prima?

Marco ha preso la mia mano e l'ha messa sulla patta per farmi sentire la sua eccitazione. Subito l'ho tolta. Allora lui l'ha tirato fuori e me l'ha messo in mano. Era grande, come quello del film Rocco. L'ho tenuto in mano fino al tuo arrivo, mentre Sara era fuori. Era talmente caldo che sembrava che scottasse e durissimo. L'ha tenuto fuori tutto il pranzo e ogni tanto prendeva la mia mano. Il gioco mi piaceva e gli ho fatto una mezza sega. Poi, per fortuna, siete rientrati ed è arrivato lo spezzatino, perché mi aveva sussurrato all'orecchio di seguirlo in bagno che me lo avrebbe messo in bocca. Io non sapevo come risponderle, allora ho inventato questa cosa: si vede che anche noi stiamo nei loro pensieri quando sono a letto, poi, c'è chi si accontenta di immaginare e chi cerca di avverarlo. Angela si stacca da me e avvolge il braccio di Sara.
Parlavano piano e ridevano. Arrivati all'auto, Sara indicò a Angela lo sportello davanti, mentre lei si mise dietro con me e Marco guidava. Quando partimmo, Marco ci disse che ci avrebbe fatto vedere la fonte di Filette. Sara mi diede una spinta con tanto di occhietto come segno di tutto ok. Angela, mentre camminava, si avvicinò alla spalla di Marco e gli disse:

Ce l'hai grosso! Non mi entrava in mano

. Lui rispose:

Prova con la bocca

e la tirò giù. Sembrava che fossero soli: Angela iniziò a fare il bocchino con molti sospiri. Mentre noi ci baciavamo, io allungai la mano sotto la gonna di Sara e la trovai senza tanga. Sara non perse tempo: due baci sul cazzo e subito a cavalcarmi. Angela, dal suo lato, disse a Marco di cercare un parcheggio o una strada secondaria. Così, dopo 5 minuti, le due belle ragazze erano a cavallo.
Non successe niente di particolare: Sara disse che sarebbe tornata a casa e che Filette l'avremmo vista un'altra volta. Angela si mise a sedere, si tolse la biancheria intima e iniziò a farsi un massaggio, dicendo a Marco che lui l'aveva slabbrata. Intanto, con le dita, giocava con la sborra. Arrivammo a casa loro , le signore andarono in bagno. Noi, nudi sul divano, le aspettavamo. Angela uscì per prima, mi diede un bacio, mi chiamò porco e andò tra le braccia di Marco per riprendere la cavalcata. Sara mi raggiunse subito, prendendoselo in bocca, e poi si mise a pecora. Angela, che era timida, ora era molto sicura di sé e si complimentava con se stessa:

Che bel cazzo, che grande cazzo

. A un certo punto, scesa da cavallo, gli propose di andare a sul letto, dicendo che lo voleva in tutti i modi , invitando anche noi.
Entrammo in camera e la vidi , con le gambe alte e molto aperte, pronta per fessere scopata. Aspettava il cazzo di Marco, che le arrivò subito.

Piano, fai piano che ti do un morso sulla cappella che te la stacco

. Marco fu gentile, la prese dolcemente e piano piano se la prese tutta. Si sentiva solo lei, che diceva:

Sì, scopami! Che cazzo, dammelo! Che grosso! Dai, non ti fermare!

Che cazzo hai!

Io misi Sara a pecorina e mi diede il culo, ma ci interessava vedere e sentire Angela. La sua spontaneità, oltre ad essere eccitante, a volte ci strappava un sorriso.

Sentirsi dire... sì, sì, dai, vieni così, di più, piano che mi sfondi!

Marco aumentò il ritmo anche se lui voleva scoparla anche a pecorina. Le sborrò dentro e sentimmo Angela dire:

Sì, sì, che caldo, mi stai riempiendo per la gioia dei due porci che ci guardano!

A turno ci lavammo per poi addormentarci tutti insieme,

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