STORY TITLE: La mia ossessione (Luciano e Sofia) prima parte 
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La mia ossessione (Luciano e Sofia) prima parte

by MyWifeMyObsession
Viewed: 146 times Comments 1 Date: 24-03-2026 Language: Language

Luciano e Sofia festeggiavano i vent’anni di matrimonio in una suite con vista sul mare, in un hotel di lusso sulla costiera. Lui, a cinquantadue anni, aveva ancora quel fisico atletico che lo faceva sembrare più giovane: spalle larghe, addominali definiti, capelli mori appena spruzzati di grigio sulle tempie. Lei, Sofia, era uno spettacolo. Bionda naturale, occhi azzurri luminosi, un corpo morbido e sinuoso con le curve esattamente dove servono. Il seno, pieno e alto, oscillava tra una terza abbondante e una quarta, e anche dopo due figli e vent’anni di matrimonio continuava a far girare le teste ovunque andasse.
Quella sera, dopo una cena romantica a base di champagne e ostriche, erano tornati in camera. La luce calda delle lampade da parete accarezzava la pelle di Sofia mentre si toglieva lentamente il vestito nero aderente. Luciano la guardava dal letto, già eccitato.
«Lo sai cosa voglio stasera, vero?» mormorò lui con voce bassa.
Sofia sorrise, maliziosa. Si avvicinò al letto in reggiseno di pizzo nero e perizoma, i tacchi che ticchettavano sul pavimento di marmo.
«Vuoi che un altro uomo mi scopi mentre tu guardi?» disse lei senza giri di parole, sapendo quanto lo facesse impazzire sentirlo dire ad alta voce.
Luciano annuì, il respiro già accelerato. «Sì… voglio vederlo mentre ti prende, mentre ti fa godere come solo un amante sa fare.»
Era il loro gioco segreto da anni. Luciano aveva scoperto la sua tendenza cuckold quasi per caso, durante una vacanza in Spagna. Da allora ne parlavano spesso a letto: fantasie sempre più dettagliate, sempre più spinte, che finivano invariabilmente con scopate intense e memorabili.Sofia si sdraia nuda accanto a Luciano, il corpo caldo che aderisce al suo. Lui è già completamente nudo, il cazzo duro e teso che punta verso l’alto, pulsante. Sofia sorride maliziosa e gli avvolge subito la mano intorno al membro, iniziando a masturbarlo lentamente.
«Allora amore… vuoi davvero che ti racconti tutto quello che mi ha fatto Ruggero oggi?» chiede con voce bassa e provocante.
Luciano deglutisce, già con il respiro accelerato.
«Sì… cazzo, sì. Raccontami tutto, Sofia. Ogni singolo dettaglio.»
Sofia stringe appena la mano e inizia a muoverla su e giù, il pollice che gira intorno alla cappella bagnata.
«Va bene… A pranzo mi ha fatto sedere proprio accanto a lui. Sotto il tavolo ha iniziato subito a toccarmi la coscia. Tu che avresti fatto al mio posto, eh?»
Luciano geme piano, la gelosia che già gli stringe lo stomaco.
«Io… io non lo so. Probabilmente ti avrei fermata… ma tu invece?»
«Io no. Ho aperto un po’ le gambe, amore. Le sue dita sono salite subito sotto la gonna. Quando il cameriere è arrivato, Ruggero mi aveva già spostato le mutandine di lato e mi stava sfiorando il clitoride. Io dovevo fare finta di niente… sorridevo e ordinavo da bere mentre lui mi infilava due dita dentro.»Luciano stringe i denti, il cazzo che gli pulsa forte nella mano di lei.
«Cazzo… ti ha fatto venire lì, al tavolo?»
Sofia ride piano e accelera leggermente il ritmo.
«Sì, amore. Sono venuta sulla sua mano, mordendomi il labbro per non urlare. Lui mi guardava e mi sussurrava: “Brava troietta, vieni per il tuo capo”. Mi ha tenuta così per tutto il pranzo, le dita dentro di me che si muovevano piano…»
Luciano respira affannosamente, gli occhi fissi sul viso di Sofia.
«E dopo? Dimmi del motel…»
«Appena entrati nella stanza mi ha spinta contro il muro. “Finalmente ti posso scopare come si deve” mi ha detto con quella voce roca. Mi ha alzato la gonna, mi ha strappato via le mutandine e mi ha infilato il cazzo dentro in un colpo solo. Era grosso, sai? Più grosso di quanto pensassi…»
Luciano geme più forte, il bacino che si solleva verso la mano di lei.
«Più grosso del mio?» chiede con voce spezzata, la gelosia che gli fa male al petto.
Sofia lo guarda negli occhi, stringendo la presa.
«Un po’ più spesso, amore… e lui lo sapeva. Mi ha scopata in piedi contro il muro, tenendomi una gamba sollevata. Mi diceva: “Tuo marito non ti scopa così, vero?”. Io… io gli ho risposto di no. Gli ho detto che lui mi stava scopando molto meglio.»«Cazzo, Sofia…» Luciano ha la voce rotta. «Gli hai detto davvero così?»
«Sì… e gli piaceva da morire. Mi ha girata, mi ha messa a quattro zampe sul letto e ha ricominciato a martellarmi da dietro. Mi tirava i capelli, mi dava schiaffi sul culo… mi ha anche infilato un dito nel culo mentre mi scopava la figa. Sono venuta altre due volte, urlando come una puttana.»
Luciano sta tremando. Il suo cazzo è durissimo, gonfissimo, e cola copiosamente sulla mano di Sofia.
«Dimmi che ti ha riempita…» mormora con voce strozzata.
Sofia sorride perfida e accelera il movimento della mano, pompando più veloce.
«Oh sì, amore. Alla fine mi ha detto “Adesso ti riempio tutta, troia”. Mi ha afferrato i fianchi e mi ha scaricato dentro litri di sborra calda. Quando è uscito, mi colava lungo le cosce… mi ha fatta mettere in ginocchio e me l’ha fatto pulire con la lingua, fino all’ultima goccia.»
Luciano ha gli occhi lucidi, il respiro corto, il viso contratto dal piacere e dalla gelosia più feroce.
«Cazzo… non ce la faccio più…» ansima.
Sofia non smette, anzi stringe di più e muove la mano rapidissima.
«Vieni, amore… vieni mentre pensi a Ruggero che mi riempiva la figa…»Luciano emette un gemito lungo, sofferto, quasi un grido. Il corpo gli si irrigidisce di colpo e, con un’ultima contrazione violenta, esplode nella mano di Sofia. Schizzi densi e potenti di sperma gli escono dal cazzo, uno dopo l’altro, coprendo le dita di lei e arrivando fin sul suo stomaco. Viene tantissimo, tremando, con gli occhi chiusi e la bocca aperta in un’espressione di piacere disperato.
Sofia continua a muovere lentamente la mano mentre lui finisce di svuotarsi, guardandolo con un sorriso soddisfatto e crudele.
«Bravo, amore mio… hai resistito poco stasera. La gelosia ti ha fatto venire come un ragazzino.»Sofia si lecca lentamente le dita sporche di sperma di Luciano, poi gli sorride.
«Guarda qua… sei appena venuto e il cazzo ti è già mezzo duro di nuovo.»
Luciano ha il respiro ancora affannato, gli occhi lucidi.
«Cazzo, Sofia… lo odio quel Ruggero. Mi fa male immaginare le sue mani su di te.»
Sofia gli stringe il membro e inizia a muoverlo piano.
«Ti fa male, eh? Però guarda come ti diventa duro subito mentre lo dici.»
Luciano geme, la voce spezzata.
«Mi fa un male cane… pensare che ti ha scopata meglio di me. Che ti ha riempita.»
«Lo so che ti fa male» risponde lei, accelerando un po’ la mano. «Però il tuo cazzo non mente. È di nuovo duro come il marmo. Ti eccita da morire sapere che un altro mi ha chiamata troia, vero?»
Luciano stringe i denti, gelosia e piacere che si mescolano.
«Sì… mi fa impazzire. Odio l’idea che gli hai detto che lui scopa meglio. Mi sento uno schifo… ma non riesco a fermarmi.»
Sofia ride piano e stringe più forte.
«Ecco, di nuovo. Appena parli di lui ti torna duro all’istante. Sei proprio un cornutino geloso.»«Dimmi cosa ti ha detto mentre ti veniva dentro» supplica lui, il bacino che si muove da solo.
«Mi ha detto: “Tuo marito è un cornuto fortunato. Scommetto che glielo racconti e lui si sega pensando a me”. E io gli ho risposto: “Sì, Ruggero… glielo racconto sempre”.»
Luciano ansima forte, il cazzo che pulsa violentemente nella mano di Sofia.
«Cazzo… no…»
Sofia pompa più veloce.
«Vieni, amore. Vieni mentre pensi a Ruggero che mi riempiva la figa.»
Luciano emette un gemito lungo e strozzato. Il corpo gli si irrigidisce e, per la seconda volta, esplode nella mano di Sofia. Schizzi densi gli escono dal cazzo, coprendole le dita e arrivando fino sul suo stomaco. Viene tremando, con gli occhi chiusi e la bocca aperta.
Sofia continua a muoverlo lentamente finché non ha finito, poi gli sorride con tenerezza maliziosa.
«Lo sai che è tutta una fantasia, vero? L’ho inventata solo per i nostri giochi… Ruggero non mi ha mai toccata davvero.»
Luciano resta in silenzio qualche secondo, il respiro corto, il cazzo ancora mezzo duro nella sua mano. Alla fine mormora, con un filo di voce:«Sì… lo so.»
Fa una lunga pausa, deglutisce a fatica e aggiunge, quasi tra sé:
«…almeno credo.»
Sofia lo guarda negli occhi per un momento, senza dire nulla. Poi gli bacia le labbra dolcemente, un bacio lento e profondo. Quando si stacca, il suo sorriso è dolce, ma gli occhi hanno una luce indefinibile, quasi divertita.
«Certo, amore. È solo un gioco.»
Si china di nuovo su di lui, la mano che torna a sfiorargli il cazzo ancora sensibile, e sussurra:
«Però… se un giorno volessi sapere la verità, basta che me lo chiedi.»Sofia si accoccola contro di lui, la testa sul suo petto, un braccio che lo stringe possessivamente. Luciano la avvolge con il suo, le labbra che le sfiorano i capelli.
«Buonanotte, amore» mormora lei, già con la voce impastata dal sonno.
«Buonanotte…» risponde lui piano.
Si addormentano così, nudi e abbracciati, i corpi caldi intrecciati sotto le lenzuola.
Ma nella mente di Luciano il tarlo continua a scavare, lento e implacabile.
Mentre il respiro di Sofia diventa regolare, lui resta lì con gli occhi chiusi, il cuore che non vuole calmarsi. Ogni immagine della storia gli torna davanti: Ruggero che la prende, che la riempie, che ride di lui. La gelosia gli stringe lo stomaco, acida e calda. Eppure, sotto quella gelosia, c’è qualcos’altro: una voglia oscura, viscerale, di corna. Di sapere che è successo davvero. Di immaginarla mentre apre le gambe per un altro e torna da lui ancora bagnata del suo sperma.
Il dubbio non se ne va. Anzi, cresce.
“Era solo una fantasia… oppure no?”Quel pensiero lo tiene sveglio ancora un po’, il cazzo mezzo duro contro la coscia di Sofia, mentre lei dorme serena tra le sue braccia.
E il tarlo continua a scavare, sempre più profondo... continua.

ADDED 1 COMMENTS:
  • avatar carlo_bull Mentre leggevo, ho immaginato Sofia esattamente come l'hai descritta...bravo Luciano 😜

    25-03-2026 08:34:26






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