140 - NERO, LUNGO E GROSSO
by SlutDanyAvevo accompagnato a Milano mio marito Max ad un congresso, lo aspettavo nella hall dell’hotel seduta su un divano sfogliando una rivista, sinceramente mi stavo annoiando, il tempo non passava mai, l’unico svago era quello di sbirciare gli uomini che passavano davanti a me per vedere le loro reazioni vedendomi scosciata, infatti ero vestita con una minigonna e seduta mi si era tutta tirata su mettendo bene in mostra le mie cosce quasi fino all’inguine.
Finalmente vedo Max tornare, era in compagnia di un uomo di colore, molto alto e robusto, mio marito è un metro e ottantotto ma vicino a quello sembrava piccolo, sarà stato alto più di due metri.
Quando si sono avvicinati l’uomo mi scrutava dalla testa ai piedi soffermandosi spesso con lo sguardo sulle mie gambe.
Max me lo ha presentato, si chiamava Paul, americano di origine del centro africa, persona gentile e colta, mi ha salutato con un baciamano.
Subito dopo mio marito ha ordinato al bar l’aperitivo e mi ha detto che anche Paul rimaneva a cena con noi per poi passare la serata insieme.
Rimasi delusa, mi aveva promesso che la sera mi avrebbe portata in un club prive di Milano molto noto, mentalmente mi ero già preparata a passare una nottata di follie.
Max si è accorto della mia scontentezza, approfittando di un attimo di distrazione di Paul in un orecchio mi ha detto di stare tranquilla che la serata non andava sprecata.
Ero curiosa e gli chiesi il motivo, mi ha risposto che al congresso era andato in bagno con Paul e ha visto… si è interrotto dicendomi che proprio Paul mi avrebbe fatto una sorpresa.
Rimasi dubbiosa, non capivo, ho sempre dato retta a mio marito e ho sempre fatto quello che mi diceva di fare, però rinunciare a una serata al club prive mi dispiaceva.
A cena Max e Paul parlavano tra loro, ma mi ero accorta che l’uomo spesso allungava lo sguardo verso di me cercando di sbirciare tra la mia camicetta, avevo i bottoni slacciati fino a meta seni e muovendomi ogni tanto uno di questi mi si vedeva bene.
Tra un pasto e una bevuta di buon vino il tempo passava velocemente.
Finita la cena Max ha invitato Paul nella nostra camera d’albergo per bere un whisky.
Eravamo seduti su un divanetto quando mio marito mi ha detto di andare a cambiarmi e mettermi comoda, mi è sembrato strano, me lo dice quando invitiamo a casa nostra qualcuno per poi fare sesso, ma in quel caso non capivo il motivo, comunque gli ho ubbidito.
Feci una veloce doccia, mi misi un babydoll nero abbastanza trasparente, una sistemata al trucco, una spuzzata di profumo, una pettinata ai miei lunghi capelli biondi, mi infilai delle pantofole nere piumate con un tacchetto che facevano risaltare le mie lunghe gambe e sono uscita dal bagno fermandomi sulla porta.
Quando Paul mi ha visto ha fatto una esclamazione di meraviglia, la luce accesa dietro di me faceva trasparire il babydoll, praticamente mi vedeva completamente nuda, fui contenta di quella espressione, essendo molto esibizionista mi piaceva farmi vedere e ammirare.
Mi sono avvicinata a loro con passo felino e stavo per mettermi seduta quando mio marito mi ha detto che dovevo sedermi sulle gambe di Paul perché era lui che mi doveva fare la sorpresa, non capivo, ma come sempre ho fatto quello che mi ha detto.
Come mi sono accomodata sulle sue gambe subito Paul mi ha messo un braccio intorno alla vita e con la mano mi carezzava dolcemente il bacino, cosa che mi faceva piacere.
Dopo pochi minuti, con fare imperioso Max mi ha ordinato di baciarlo, ho accostato le labbra su una sua guancia e l’ho baciato lasciandogli il segno del mio rossetto rosso fuoco, non era così che voleva mio marito, voleva che lo baciassi in bocca e così ho fatto, labbra contro labbra Paul mi ha infilato la sua grossa lingua carnosa dentro e ci siamo scambiati un voluttuoso bacio.
Nella mia mente già immaginavo cosa sarebbe successo dopo, ho avuto numerose esperienze con uomini di colore e sinceramente mi erano sempre molto piaciute, specialmente quando erano numerosi e ben dotati, al pensiero già mi stavo eccitando.
Continuavamo a baciarci, una mano di Paul era scesa sulle mie gambe infilandosi sotto il babydoll, era arrivato alla mia figa depilata masturbandomi il clitoride, molto piacevole.
Sentivo le sue grosse dita inserirsi nella figa, ho allargato le gambe per aiutarlo mentre continuavamo a baciarci.
Intanto ho fatto calare il babydoll rimanendo completamente nuda, subito Paul con l’altra mano mi ha preso un seno stringendomelo forte, mi stavo bagnando pregustando quello che dovevamo fare dopo.
Dopo una decina di minuti di masturbazione sono venuta sulla sua mano inondandola dei miei umori.
Paul si è alzato dal divanetto e mi ha presa tra le sue possenti braccia poggiandomi delicatamente sul letto, poi ha iniziato a spogliarsi.
Era di spalle, quando si è denudato e girato mi sono spaventata, aveva un cazzo gigantesco, nero, lungo e di una circonferenza impressionante, uno di quel genere non lo avevo mai visto, sembrava un braccio, anche più grande di quello dell’avvocato depravato con cui avevo avuto una precedete avventura, mi è venuta un ansia incredibile, non ero sicura di poterlo ricevere.
Paul si è sdraiato vicino a me, mi ha baciato in bocca, poi è sceso piano piano succhiandomi i seni e dandomi piccoli morsi sui capezzoli, è arrivato alla mia figa, mi ha succhiato il clitoride per inserirmi poi la sua grossa lingua carnosa in figa, sembrava un piccolo cazzo che mi scavava dentro dandomi sensazione di piacere, mi stava scopando con la lingua.
Ho iniziato a godere, succhiava i miei umori, mi piaceva, la mia figa si allargava sempre di più ed era pronta a ricevere il suo grosso cazzo.
Gliel’ho preso in mano, me lo sono avvicinato, era moscio, ho aperto la bocca cercando di farmelo entrare dentro, aveva una cappella molto grande, ho dovuto spalancarla il più possibile forzando per farla entrare, avevo la bocca piena, cercavo di succhiarlo, non potevo fare altro mentre con le mani gli masturbavo l’asta.
Si stava gonfiando, cresceva sempre di più, me lo sono levato dalla bocca prima che mi soffocasse, era pronto.
Me l’ha strusciato sulla fica più volte prima di poggiarmi la cappella all’entrata spingendo delicatamente dentro, sentivo che entrava piano piano, si faceva spazio tra le pareti allargandole, mi faceva un po’ male nonostante lo aveva lubrificato con la saliva, ma era troppo grosso.
Quando è riuscito a mettermi la cappella e una parte dell’asta dentro, tutto non è entrato era troppo lungo, e ha iniziato a farlo scorrere dentro il dolore mi è passato, mi piaceva, me l’aveva riempita tutta, un godimento indescrivibile.
Iniziavo a godere, rivoli di umori scorrevano sul suo cazzo, la figa era completamente larga, è entrato un altro pezzo di cazzo dentro, mi è arrivato in fondo, ha iniziato ad infilarmelo con più velocità e forza, ad ogni spinta facevo un sobbalzo, l’ho sentito gonfiarsi ancora di più, ho capito che era pronto a sborrare, infatti come una esplosione mi sono sentita piena del caldo liquido che traboccava dalla figa e con un urlo di piacere sono venuta.
Non credevo di poter ricevere dentro di me un pezzo di carne così grande, avevo la figa completamente aperta, all’inizio mi aveva fatto un po’ male, ma mi era piaciuto da impazzire,
Quando mi sono girata verso mio marito mi è venuto da ridere, vedendomi si era masturbato sborrandosi sui pantaloni.
Sono andata a farmi una doccia, Paul è venuto con me, l’abbiamo fatta insieme, ogni tanto mi baciava, mi carezzava, mi tastava il culo con quelle manone che prendevano tutta la chiappa, mi piacevano tutte quelle attenzioni.
Sono tornata sul letto, soddisfatta mi sono accesa una sigaretta e rilassata.
Dopo un po’ ho sentito toccarmi una gamba, la mano saliva, era arrivata alla figa, era Paul, mi ha messo due dita dentro facendole scorrere velocemente, ho capito che voleva ricominciare, oramai non avevo più problemi, la mia figa era talmente larga che lo avrei preso facilmente, gli ho preso il cazzo con le mani masturbandolo, cresceva, era sempre più lungo.
Mi stavo eccitando nuovamente, ero pronta per ricevere quell’ammasso di carne nera, ho allargato le gambe per farmelo mettere dentro, a quel punto è intervenuto Max, voleva che me lo mettesse dietro, mi sono irrigidita, avevo paura che mi facesse male, di cazzi in culo ne avevo presi tanti e di tutti i tipi, me lo avevano allargato tutto, ma di quella misura dietro non lo avevo mai preso.
Senza dire una parola Paul mi ha girato allargandomi le gambe, una lingua grossa e carnosa si è poggiata sul mio ano leccandomelo e facendosi strada dentro, lo sentivo entrare, me lo allargava sempre di più riempiendolo di fiumi di saliva, mi piaceva.
Di colpo ho sentito una cosa grossa che mi si poggiava sopra l’ano e iniziava a spingere, era la cappella di Paul che cercava di farsi strada, piano piano mi allargava le pareti, faceva male nonostante me lo aveva ben lubrificato con la saliva, mi irrigidivo sempre di più, stava entrando, come è riuscito a far entrare il resto del cazzo dando una spinta più forte ho fatto un urlo lancinante, me lo aveva allargato tutto, mi era arrivato fino in fondo, mi spingeva sull’intestino.
Come ha cominciato a farlo scorrere avanti e indietro il dolore mi è passato, mi stava piacendo, lo aiutavo inarcando il bacino e allargandomi più possibile le chiappe, ho iniziato a godere, il cazzo di Paul si gonfiava sempre di più, mi aveva riempito completamente il culo, sentirsi piena in quel modo da sensazioni fantastiche, godevo, godevo, godevo, fiumi di umori mi scorrevano dalla figa bagnando tutto il letto.
Ad un certo punto le spinte sono aumentate di velocità e potenza, ho capito che stava per venire, infatti con un ultimo colpo mi sono sentita riempire di sborra che mi ha invaso il culo salendomi per l’intestino, sentivo il suo sapore in gola e con un urlo straziante di piacere sono venuta squirtando.
Distrutta mi sono buttata sul letto e mi sono addormentata.
Al mattino ho aperto gli occhi, Paul era andato via, mio marito era ancora seduto su una poltrona con i pantaloni tutti sporchi, mi ha poi confessato che si era massacrato di seghe vedendomi fare la troia ricevendo quel cazzo enorme.
Sinceramente non me lo sarei mai aspettato di poter prendere in figa quel cazzo e tantomeno in culo, avevo la figa del tutto aperta e il culo completamento sfondato, mi era piaciuto e avevo goduto da impazzire di piacere.
Dany
(Vedi foto dal n. 637 al n. 645 dell’accaduto)
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