Nascosto come un ladro
by cornutodocileAbbiamo dovuto aspettare quasi due settimane che si presentasse l’occasione per organizzare di nuovo con Francesco.
Come concordato, mi nascondo nella camera di suo figlio, armato di fazzolettini per non sporcare.
Quando suona il campanello, provo una sensazione di paura mista a eccitazione. Lì nascosto, possono solo sentire il loro dialoghi.
Lui entra, un veloce saluto, capisco che si si sono dati un bacio. Lei gli chiede se vuole qualcosa da bere. Si bevono un caffè. Inizia lei a provocare “Certo che alla partita è stato divertente” dice ridendo “Sì, ma che figura… io ti confesso che ero imbarazzato per lui”, le dice, riferendosi ovviamente a me.
“Gli sta bene”, gli risponde lei, raccontandogli che qualche giorno prima avevo messo su il muso perché avrebbe dovuto tenere suo figlio un giorno in più dato che il padre non era disponibile, e ci è saltata una cena.
“Sei perfida” gli dice lui. “Allora, sei venuto qui perché non avevi voglia di giocare a tennis o per scoparmi??”. Io la sento e mi trovo già con il cazzo durissimo. Non sono sicuro che nei precedenti incontri lei sia stata così spudorata nel modo di parlare, ma sono sicuro che non è il modo di parlare che ha normalmente. Sta dicendo tutto a uso e consumo mio, per farmi sentire.
Sento dei rumori, chiaramente si stanno baciando e, probabilmente, spogliando. “Andiamo di là” gli dice. Passano di fianco alla camera dove mi trovo, e sento il cuore in gola. Ovviamente a Francesco non gli frega nulla della camera, sento che la segue come un gatto in calore.
Dopo poco lei inizia ad ansimare, credo che lui la stia leccando. Poi tocca a lui emettere qualche gemito, e mi dico che gli starà facendo un pompino. Che tortura non potersi affacciare, pensavo sarebbe stato più facile. Passa un minuto e sento armeggiare in un cassetto, per cui staranno prendendo il preservativo. “Che bella cappella che hai” le dice, e lui la ringrazia per il compimento. “Scopami Francy” gli dice lei. Tempo pochi secondi e di nuovo la sento ansimare, segno che lui le stando giù già forte. Sento i colpi secchi di lui contro di lei. Forse la sta prendendo a pecorina? Continuo a sentire i colpi, i gemiti di lei sempre più forti, la sento venire. Vorrei venire anche io, ma allo stesso tempo volevo venire quando sentivo lui raggiungere l’orgasmo. Me lo sono immaginato tantissimo con i racconti di lei, pare che grugnisca ancora più del ragazzo con cui è stata.
Dopo una breve pausa, almeno mi sembra, continuano. Ancora colpi secchi, loro che ansimano. Vanno avanti tantissimo, a volte capisco che cambiano posizione, ma è difficile dire quale. Quando sento i colpi forti probabilmente lei è 90, o la sta prendendo da dietro sdraiata, mentre quando sento meno potrebbe essere lei a smorzacandela. Ma potrebbe essere anche lui che da sotto spinge. Mi sembra di impazzire, cosa non darei per affacciarmi, ma non posso.
Continuano per mezz’ora, finché a un certo punto lei le dice “Dio quanto mi scopi bene, molto meglio di … (me)” “Sei proprio una troia” gli dice lui, continuando a sbatterla. “Dai sbattimi, vogli che mi scopi di brutto, alla faccia di quel cornuto”. A quelle parole sento lui che continua a sbatterla con colpi fortissimi, finché a un certo punto inizia ad ansimare, grugnire, sembra quasi che stia urlando. Sta sicuramente venendo, e anche io non mi trattengo e sborro su un fazzoletto ansimando in modo strozzato per non farmi sentire.
Stanno lì ancora del tempo, parlano. Capisco dai passi pesanti che lui si reca un attimo in bagno e torna, e quando torna lei gli dice che glielo vuole succhiare. “Sono appena venuto..” gli dice lui. Lei gli dice di non preoccuparsi, che vuole solo pulirglielo bene e sentire il sapore del suo cazzo in bocca. Lui mi sembra quasi esterrefatto dalla maialaggine di lei. Dopo un po’ chiede se può farsi la doccia come sempre, e va in bagno. Quando l’acqua comincia a scorrere, lei si affaccia alla porta della camera dove mi trovo, nuda “Come va cornutino?” sussurra “è difficilissimo non poter vedere…” “a proposito di vedere, fammi vedere che te lo meni”. Ce l’ho tutto afflosicato, essendo venuto una decina di minuti prima. Ma obbidisco, e prendo a masturbarmi. Sono in ginocchio sul tappeto, dietro la porta. La penosità della scena mi eccita, ma ancora non mi si raddrizza. Lei mi guarda quasi impietosita, e torna di là, sento anche che va in bagno da Francesco, e la doccia che smette di andare. Passano un paio di minuti di silenzio, poi entrambi si spostano in soggiorno. Il tempo è volato, è già ora che lui esca. Non mi sono nemmeno accorto che è rimasto lì più di un’ora.
Sento che si salutano, lei chiude la porta di casa, così posso finalmente uscire. Lei si mette sul divano, è ancora nuda, a gambe aperte. “Vieni qui”, facendomi segno di leccargliela. Gliela lecco e sento un misto di sapore di preservativo e odore del cazzo di lui. Continuo a leccare finchè lei non viene tenendomi la testa contro la sua vagina usata. Intanto sento che mi si sta indurendo, mi sollevo e mi metto su per penetrarla, anche se sono combattuto, da un lato non voglio. Mi masturbo alle porte delle sue labbra, aperte, bellissime. Lei mi prende per il collo e mi bacia, un lungo bacio con la lingua. Ora sento chiaramente il sapore del cazzo di Francesco e, probabilmente, anche tracce del suo sperma “è di prima, quando dopo che è venuto e si è tolto il preservativo, gliel’ho succhiato”. Le dico che lo sento “sei proprio un gran cornuto amore, lecchi anche il godimento del mio amante che mi ha appena montata”. Le dico che la amo, lei mi ridà del cornuto, e mentre mi meno fuoriosamente il cazzo vengo sopra di lei. “non mi sono tolta che altrimenti mi macchiavi il divano, ma non mi venire più addosso, non sono il tuo sborratoio”. Sono interdetto, un po’ anche nervoso. Lei lo capisce, mi accarezza, mi da un bacio e mi dice “ti amo anche io”, sorridendomi.
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