STORY TITLE: L'avevo sempre sospettato - Parte quinta. 
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L'avevo sempre sospettato - Parte quinta.

by Gipotopo
Viewed: 336 times Comments 0 Date: 30-04-2026 Language: Language


Il racconto di Lorena si chiuse così. Mia moglie mi guardò con aria un preoccupata. Queste cose di lei non le avevo mai sapute e sinceramente nemmeno sospettate. Ma ci eravamo sempre detti che quello che le storie che avevamo avuto prima di stare insieme non ci interessavano o almeno, non avevano alcuna importanza. La situazione però di quella sera però era diversa. Eravamo sposati, il nostro rapporto era da tempo consolidato, forte. Era vero che negli ultimi tempi era subentrata l’abitudine ed il mondo esterno a noi era cambiato. Frenetico per me e noioso per lei. Era anche vero che avevamo deciso di rivitalizzarlo, pur senza sapere come, ma Lorena in quegli ultimi giorni aveva preso la guida della nostra intimità ed aveva schiacciato il piede sull’acceleratore portandomi in un vortice di pensieri contrastanti.
La situazione si era fatta bollente. Il racconto di Lorena aveva riscaldato i nostri sensi. Io ero come imbambolato e non sapevo che fare.
Per fortuna mia moglie capì il mio stato d’animo, si alzò dal divano si avvicinò, mi prese la testa tra le mani e mi baciò appassionatamente.
Anche Bruna si alzò dal divano e venne a sedersi sul bracciolo della poltrona. Mi accarezzò la nuca e posò una mano sulla schiena di mia moglie. E seguì il suo profilo.
Io per il momento non volevo essere parte attiva. Preferivo cercare di capire quello che mi stava passando per la testa piuttosto che essere in mezzo a due femmine così a freddo o quasi.
Lo so che è il sogno di quasi tutti gli uomini fare sesso con due donne, ma io ero troppo frastornato. Una delle due era mia moglie di cui ero stato sempre discretamente geloso.
Mi staccai dalle labbra di Lorena e le feci capire che non ero pronto.
Lei mi sorrise, prese la mano di Bruna e insieme tornarono sul divano.
Ero seduto di fronte a loro. Mi guardavano maliziosamente, entrambe sorridevano.
Bruna sfiorò la gamba nuda di Lorena che immediatamente spense il sorriso ed ebbe un leggero tremito. Bruna trasformò il tocco in una carezza sulla parte che risultava scoperta dalla gonna. Lorena la sciò fare. I suoi occhi erano piantati nei miei.
La mano della signora si insinuava sotto la gonna ad ogni carezza un po’ di più. Arrivò all’inguine e mia moglie socchiuse le gambe. Vidi la mano di Bruna andare tra le due gambe e si fermo. Dal mio punto di vista coglievo il movimento della mano tra le cosce di mia moglie. Lei si era appoggiata con la schiena al divano ma continuava a guardarmi. Dopo qualche minuto gettò la testa indietro e inizio a fremere. In pochi mi nuti aveva raggiunto l’orgasmo. Raccolse le ginocchia con un abbraccio così vidi che non aveva gli slip. Bruna si alzò in piedi e si levò la giacca. Sotto non portava nulla. Piegò la giacca e la mise sulla spalliera della sedia. Fece scendere la zip e si levò anche i pantaloni. Con lenta noncuranza. Sfilo le mutandine e rimase nuda. Senza il minimo imbarazzo di trovarsi di fronte a me. Tornò da Lorena. Le si mise davanti nascondendomela alla vista. Vedevo il corpo di bruna tonico, ben disegnato, con i glutei alti e le gambe muscolose che mostravano ore di palestra. Intravidi Lorena che si levava la felpa. Manco a dirlo non portava il reggiseno. Inarcò la schiena e sfilò la gonna. Tra le gambe ritte di Bruna intravedevo il viso di mia moglie. Si stava avvicinando. Capii che stava baciando la nuova amica sul ventre. Bruna allargò ancora un po’ le gambe e lasciò fare alla bocca della mia compagna che nonostante gli anni passati mostrava di ricordarsi ancora bene come si lecca una figa. Afferrò le natiche della femmina che premuta sul viso con forza cominciava a mostrare dei brividi. Ad un tratto vidi la muscolatura di Bruna che si irrigidiva gradualmente partendo dal collo ascendere. Quando quell’onda di carne raggiunse i polpacci lanciò un urlo che trasformò quasi subito in un gemito che durò quasi un minuto. Si lascio cadere spossata sul divano. Potei cosi rivedere il viso di Lorena. Umido quasi grondante dal mento. Era arrossata ma sorridente. Mi guardò di nuovo negli occhi e mi fece un cenno come per chiedermi “Ti è piaciuto? hai visto che brava”. Io feci un cenno di assenso con la testa. Nel frattempo mi analizzai. Mia moglie Aveva goduto ricevendo le carezze intime di una donna e poi aveva ricambiato leccandola con energia. Cosa avevo provato? Come aveva reagito il mio corpo? Come si sarebbe evoluta la serata?
Boh?
Per rompere la tensione mi alzai ed andai in cucina a prendere un bicchiere di acqua fresca. Quando tornai in salotto Bruna e Lorena non c’erano più. Bussai alla porta del bagno ma era vuoto. Andai verso la camera da letto e mentre mi avvicinavo sentivo dei bisbiglii. Guardai attraverso la fessura della porta lasciata leggermente aperta. Mia moglie era sdraiata con le gambe larghe e la sua amica si stava accingendo a leccarle la figa. Entrai discretamente e mi appoggiai alla parete con la schiena e ripresi quello che sembrava essere il mio compito per quella serata: guardare.
Questa volta mi concentrai sui loro corpi e cercai di tenere da parti i pensieri “maligni”.
Lorena mi lanciò uno sguardo beato e con un cenno del capo mi fece segno di sedermi sulla poltrona. Ma io non mi mossi. Intanto Bruna era entrata nel vivo della leccata e mia moglie si concentrò sul cunnilingus.
Dopo alcuni minuti Bruna smise l’operazione di lucidatura della passera di mia moglie, si girò e pose la sua vulva sul viso di Lorena che subito iniziò a leccare. Mi volli concentrare sulla testa di della mia compagna di vita. Era delicata e nello stesso tempo decisa. Penetrava l’amica con la lingua e poi usciva e cercava il clitoride. Lo leccava con la punta e poi allargava la lingua e la passava su e giù dall’ano al clitoride. Si interruppe e iniziò a vibrare e ad inarcare la schiena. Gemette e poi si lasciò andare ad un urlo trattenuto ma non completamente. Era venuta. Dopo quella breve pausa afferrò Bruna per le cosce e la ribaltò. Passò sopra e riprese a tuffarsi avidamente nella vulva dell’altra donna. La scopava con la lingua spingendola il più possibile e poi ancora sul clitoride. Infilò prima un dito e poi nella vagina di Bruna e mentre leccava lee dita scorrevano all’interno. Si bilanciò e libero dall’appoggio anche l’alta mano che prese ad accarezzare la sua patatina.
Bruna sussultò e lanciò un urlo che subito smorzò mettendosi una mano sulla bocca. Il suo corpo sussultava ma Mia moglie non sembrava avere intenzione di staccare la bocca dalla fessura dalla sua compagna di orgasmo. Continuava a leccare ed a toccarsi, Dopo un paio di minuti Bruna ebbe un altro orgasmo, meno intenso del precedente ma sempre molto profondo. Anche mia moglie iniziò a scuotersi, si buttò di lato e si godette il suo orgasmo fremendo e palpitano accompagnato da gemiti sommessi.
Che meraviglia. Due donne molto belle, sdraiate una accanto all’altra nude. Sudate, appagate e sorridenti. Si presero per mano. Rimasero in quella posizione per cinque minuti, poi Bruna si tirò su un gomito e guardandomi mi disse
Diego ora tocca a te godere di noi mentre noi godiamo con te.
Io veramente pensavo solo di fare da spettatore. Stasera sono successe troppe cose. Ho scoperto delle pieghe nella vita di mia moglie che non avrei mai sospettato.
E ti hanno scioccato?
Certo.
Questo cambierà il vostro rapporto?
Certo.
In bene o in male?
In male no di sicuro. Io amo Lorena per come è. Stasera mi avete fatto conoscere nuovi lati del suo essere. Che amerò come amo tutto di lei.
A mia moglie scappò un singhiozzo. Le mie parole l’avevano commossa. Ed ora piangeva con violenti singulti.
Era li seduta nuda sul letto che piangeva, la sua compagna di giochi le accarezzava la schiena in modo materno.
Diego, vieni qui accanto a noi.
Mi avvicinai e Bruna si voltò verso di me mi accarezzò sui fianchi, sui glutei e passò sul mio pene che era già eretto da un bel po’ di tempo.
Fece scorrere la zip ed infilò una mano dentro. Trovò la barriera dei boxer ma la superò con esperienza. Impugnò il cazzo e lo strinse forte fino a farmi emettere un gemito di dolore. Lorena si inginocchiò sul letto e ci raggiunse. Mi sbottonò la camicia, slacciò la cintura e sganciò l’ultimo bottone rimasto. I pantaloni caddero alle mie caviglie. Me ne liberai scalciandoli via, Bruna lasciò le mani dal pene e mi levò le mutande. Lorena mi levò la camicia ed anche io mi ritrovai nudo come le due donne.
Bruna mi afferrò di nuovo il membro e Lorena mentre Lorena prese a leccarmi i testicoli. Le gambe mi tremavano, facevo fatica a stare in piedi. Bruna se ne accorse e senza mollare la presa mi tirò verso il letto. Mi sdraiai e divenni il loro parco giochi. Lorena risalì fino a raggiungere le mie labbra e cominciò a baciarmi con passione. Bruna mi menava l’uccello e ogni tanto gli passava la lingua sopra per raccogliere le goccine di liquido preseminale.
Mi girarono a pancia in giù e simmetricamente mi leccarono le spalle, i fianchi, le natiche, le ginocchia. Bruna si mise a cavalcioni e mi massaggiò con vigore le spalle. Mi stavo rilassando. Lorena nel frattempo si era messa con la testa in mezzo alle mie gambe cominciò a leccarmi i testicoli, il pene per risalire tra le chiappe ed andare a raggiungere il sedere di Bruna risalendo fino alle spalle. La situazione era decisamente eccitante. Sentivo il pene ergersi contro la mia pancia. Mia moglie parve accorgersene, Infilò una ma mano tra il letto e me e lo fece scivolare in mezzo alle mie gambe. Francamente non era la posizione più comoda del mondo, ma lei mi fece cambiare subito idea perché prese a leccarlo ed a succhiarlo mentre con le mani mi accarezzava sulle cosce e i polpacci. La sua lingua birichina ogni tanto passava sul solco delle natiche e raggiungeva il perineo e l’ano. Mi sentivo scoppiare. Bruna scese da cavallo e si mise a gambe spalancate davanti alla mia testa invitandomi a leccarla. Mi appoggiai sui gomiti, lei si sistemò e partii con la lingua ad esplorare una nuova figa. Era da quando avevo conosciuto Mia moglie che non sentivo più il sapore di una donna diversa. Quella sensazione mi si attaccò al cervello mettendomi una gran foga nell’operazione. Ricordo che pensai foga nella figa e sorrisi perdendo il ritmo. Bruna se ne accorse e spinse la mia testa sulla sua fessura. Intanto mia moglie continuava nei suoi movimenti con la bocca e con le mani. Cominciai a pensare alle tasse. Non volevo venire prima di Bruna perché volevo concentrarmi sul corpo di mia moglie ma lei era brava a fare i pompini e resisterle era uno sforzo notevole. Mentre ero perso in questi pensieri che avevano il compito di deconcentrarmi, partì un urlo dalla bocca di Bruna poi le sue mani si tapparono la bocca per attenuarlo e ridurlo a gemiti. Mia moglie si stacco dal mio uccello e raggiunse l’amica per baciarla e farsi gemere ed urlare nella bocca. Una scena strana. Tutti e due a dedicarci a tappare due orifizi della bella cinquantenne.
Sembrò durare un anno invece credo che passarono una trentina di secondi. Mi staccai, mi girai a pancia in su e ripresi a respirare normalmente.
Mia moglie mi accarezzò, mi baciò, si sdraiò sopra di me. Bruna andò alle spalle di mia moglie. Le passo una mano tra i capelli, scese lungo la schiena, le accarezzò le natiche. Poi afferrò il mio uccello lo massaggiò un po’ portandolo al massimo turgore poi fece sollevare Lorena e glielo appoggio sulla vulva. Mia moglie lo inglobò dentro di sé e cominciò a cavalcarmi, Prima lentamente assaporando ogni centimetro in entrata ed in uscita e poi accelerò. Bruna ci raggiunse sul letto e inginocchiatasi accanto all’amore della mia vita le leccò il seno per poi risalire sul collo e continuare sulle labbra fino a dar vita ad un bacio profondo e voluttuoso. Il ritmo aumentava. Dal mio punto di vista vedevo due bellissime donne che si baciavano, si toccavano, si mangiavano. I loro seni sbattevano tra loro e la loro vista stava portando all’acme del piacere. Bruna portò la mano sul ventre di Lorena, raggiunse il clitoride e cominciò a masturbarla. Ormai non riuscivo più a trattenermi strinsi forte il polso di mia moglie per avvertirla ma lei aveva già iniziato a gemere e vibrare. Io venni copiosamente e lei venne intensamente.
Quando scese da cavallo. Guardò Bruna e disse:
Però il cazzo è sempre il cazzo.

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