STORY TITLE: Mia Moglie Perversa in Discoteca 
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STORY

Mia Moglie Perversa in Discoteca

by purod76
Viewed: 432 times Comments 2 Date: 10-08-2026 Language: Language

Buio, penombre, corpi che si muovono frenetici a ritmi indiavolati Suoni che picchiano, effetti luce stroboscopici, da cui compaiono strane ombre, laser che tagliano l’aria, abiti succinti, brillanti, eleganti Profumi di donna, aria colma di voglie libidinose e peccaminose.
Sono appoggiato ad una colonna con un bicchiere di jack in mano. Lo scuoto in continuazione. Mi piace sentire il rumore dei cubetti di ghiaccio che cozzano tra loro.
Vicino a me ci sono due ragazzetti. Ci danno dentro con la lingua. Le mani del tizio sono all’opera sotto la minigonna della biondina, la quale si muove evidentemente scossa dai continui stimoli che riceve probabilmente sul suo armonioso grillettino.
Avrà poi le mutandine? Che gioventù depravata.
Mi piacerebbe essere al posto del suo lui. Le infilerei senza pensarci almeno due dita nella fessurina per farla strillare.
Che età avranno? 20? 22? Forse un po' troppo giovani per il sottoscritto, anche se la fica è fica ad ogni età (da quella della patente in poi, claro).
Sento un’alitata nel mio orecchio ed una vocina che sussurra “Vorresti scopartela, vero? Porco...”. Subito dopo una mano mi tocca la patta leggermente gonfia strizzando un po' l’arnese.
Ho un lieve sussulto, sorrido e mi giro. É mia moglie che mi sta guardando con occhi da felino.
È sera di caccia, sta cercando prede.
Le rispondo “Come fai a saperlo?”
Lei “Hai il cazzo già duro, maiale”.
Ridiamo. Veniamo distratti, per così dire, dal gemito della nostra vicina, deve essere venuta. Dolce troietta!
Ci osserva ancora provata per l’orgasmo. Arrossisce un po' per l’imbarazzo. Sposta la mano del suo ragazzo e si tira giù la mini, quindi corre verso i bagni.
Lui ne approfitta per dirigersi al bancone. Noto che si annusa le dita. Sapranno dei suoi umori, sembra le voglia ostentare come un trofeo.
Devo pisciare.
Indico a mia moglie che vado al cesso.
Lei prende il mio bicchiere finendosi con un sorso il jack. Si siede su un divanetto, lascia di proposito scoperte gambe e parte dell’interno coscia.
Sto scaricando l’uccello su un orinatoio attaccato al muro, quando si posiziona un signore su quello accanto al mio. Tira fuori il pisello e mentre si svuota sorride, abbassando poi lo sguardo sul mio di pisello. Ricambio il sorriso, mentre lo scuoto per far uscire le ultime gocce e prima che riesca a riposizionarlo nelle mutande, la mano del tipo si impossessa della mia cappella lisciandola con le dita.
“Vuoi che te lo succhi?” mormora, cominciando a menarmelo con foga.
“Ehi ehi” ribatto “ Frena bello…”.
Lo blocco immediatamente staccando la sua mano.
“Vabbè che sei un bel ragazzo, ma diciamo che per ora ci pensa ancora la boccuccia di una donna a succhiarmelo, ok?”.
“Come vuoi...ma non sai cosa ti perdi. Ti farei venire in un minuto da quanto bene lo aspiro il cazzo” ribatte piccato.
Esco velocemente dal bagno pensando “Ce ne sono di tipi strambi in giro…boh?”. Però, mi ha fatto venire decisamente voglia anche a me di scopare stasera.
È cominciata una musica tipo martello che sfonda i timpani, le luci sono psicadeliche. Il bianco degli abiti lampeggia come fari nella notte, mani e teste si liberano in movimenti incontrollati.
Non vedo più Adele, la cerco invano. Mi fermo al bancone a prendermi un altro Jack, sono colto da un po' d’ansia.
Sento vibrare il cellulare in tasca, leggo il messaggio “Ti aspetto alla macchina”.
Mi precipito al parcheggio pensando chissà cosa e la trovo accucciata dietro la nostra auto a spompinare un paio di ragazzi della stessa età di quelli visti all’interno poco fa.
La sua bocca famelica si avventa su quelle nerchie gonfie insalivandole per bene. I filamenti che lasciano le sue labbra ad ogni risucchio mi provocano sconquassi interiori. Le cappelle sono enormi e sembrano voler prendere il volo come una mongolfiera dal resto del bastone.
La troia di Adele manco mi degna di uno sguardo, continua a succhiare avidamente. Colpi precisi dentro e fuori, prima uno poi l’altro. Mentre ingoia quello del ricciolino sega con maestria quello più piccolo ma grosso del biondo.
I due stronzetti penseranno di aver fatto bingo stanotte. Andranno super eccitati, come dopo una sniffata di coca, a raccontare le lodi della loro conquista
“Oh raga, ma sapete che ieri ci siamo scopati una milf. Si un puttanone di quarant’anni, le abbiamo sborrato in bocca alla troia...mmm...”
Ho il cazzo che mi esplode se ci penso.
Sono seminascosto da un suv nero per gustarmi la scena. Loro non mi vedono.
Il ricciolino ha un fisico atletico ed una mazza niente male, dritta e fiera con un glande a punta, quasi un missile. Sgancia un pugno al suo compare ridendo, poi prende la testa di Adele bloccandogliela. Ora gli scopa con forza la bocca. Lei lo guarda con gli occhi spalancati subendo quell’atto senza nulla proferire, lasciandosi gonfiare le guance ad ogni colpo.
Intanto il biondo più fighetto e gracile si è abbassato e sta infilando una mano esplorativa tra le cosce della moglie accucciata a gambe divaricate.
La vedo gemere, vuol dire che le sta facendo un ditalino.
Adele ora si alza e si appoggia alla portiera alzando le natiche ed offrendo il culo ai due tizi “Scopatemi porci...dai… voglio sentirlo fino in fondo...”
Il biondo le alza la gonna, le tira giù il tanga e senza indugiare le lecca da dietro la fregna pelosa e colma di umori. Ne vedo il luccichio mentre la sua lingua entra in contatto con le labbra pronunicate. Si muove dal basso verso l’alto andando a violare anche lo sfintere strettino.
Il suo amico si masturba tenendosi il cazzo bello in tiro. Il belloccio si prepara a fotterla a pecorina.
Mi sego più velocemente.
Entra in lei, come coltello nel burro. La cappella si perde nel suo ventre ed inizia un movimento a stantuffo che fa sussultare e gridare Adele.
I due si invertono.
La moglie fa una smorfia di dolore nel momento in cui viene sventrata dal ricciolo (lo dicevo che il suo pisello era impegnativo). Il piacere aumenta. Infatti, le sue dita scivolano sempre più velocemente sul clitoride fino a provocarle l’orgasmo. I decibel della sua voce si alzano. E’ incontrollata come il lago che le esce dalla passera.
Il ragazzo non smette di spingere, nel mentre l’amico si sta facendo menare l’uccello.
Non resisto e sborro sulla carrozzeria del macchinone, lasciando sul nero lucido delle belle macchie bianche gocciolanti, giusto nel momento in cui il ricciolo estrae la mazza e la lascia scaricarsi sulle chiappe della moglie. Il biondo contorcendo il volto in smorfie evidenti viene pure lui sulle sue tette, è talmente potente il getto che alcune gocce le raggiungono il viso ed i capelli.
Appena il duo di latin lovers si allontana, mi avvicino.
Lei mi guarda e sorride “Hai goduto guardone?”.
“Certo amore, sei troppo fica quando scopi con gli altri, poi se giovani e carini ancor di più”.
Ride, poi si accuccia e fa uscire una pioggia dorata deliziosa dalla sua fessurina aperta.
Il mio cazzo torna in tiro. Lo posiziono a contatto sulle sue labbra e lascio che la cappella vi si strofini sopra. Le apre dolcemente baciandomela e poi inghiottendola con molta delicatezza. Il rumore del piscio mi istiga pensieri turpi. Ho voglia di leccarle la fica.
Mi lascio spompinare un po', quindi apro la portiera dell’auto e la sbatto sul sedile, mi piego ed inizio a baciarla e leccarla ovunque attorno alla patonza.
L’odore acre mi investe le narici, i peletti mi solleticano. Mi trasformo in un toro. La mia lingua è una girandola mossa dal vento. Veloce entra ed esce da quel pertugio, arriva sino alla mini protuberanza, la mordicchia e poi torna giù. Gli umori la invadono nuovamente, come i gemiti di piacere.
Sto per impalarla quando una voce alle mie spalle mi disturba “Signori per favore, questo è un luogo pubblico”.
Mi giro e vedo solo una maglietta attillata che ricopre una montagna di carne con un mega pacco in evidenza tra le gambe.
Balbetto qualcosa imbarazzato, ma la moglie interviene “Voglio scoparmelo, lasciamelo”.
Hulk fa un ghigno malefico e si slaccia la cinta dei pantaloni, le mutande fanno fatica a contenere il cannone. Mi prende una mano all’improvviso e me la sbatte sulla sua nerchia facendomela palpare per bene.
“Fatti dire dal tuo maritino cazzone qua che cosa ti trapana a breve”.
Il suo palo esce ancora un po' molliccio, vorrei spostare la mano ma l’energumeno non mi lascia, la stringe e mi fa male.
Mi fa impugnare il coso e accompagna il movimento su e giù. Non riesco a proferir parola.
Adele si sta masturbando come una pazza. L’altra mano di Neanderthal le sta stringendo la tetta facendole esplodere il capezzolo.
Sento il suo arnese gonfiarsi mentre lo sto segando.
Mi eccita, ora è duro come roccia.
Me lo fa accompagnare all’imbocco della fregna. Mi da uno spintone e comincia a fottersi quella troia di mia moglie che lo accoglie e gambe oscenamente divaricate. È talmente grosso che Adele urla dal dolore all’impatto del missile nel bunker, poi si rilassa e lo lascia entrare, sprofonda sotto i colpi poderosi del gigante, si agita, gode.
“Dai cazzone mettiti in ginocchi dietro di me e guarda come ti scopo la vacca della tua consorte. Sta puttana mangiacazzi”.
Obbedisco e mi gusto la scena da dietro.
Sublimi le due palle d’artiglieria che penzolano e sbattono sulle chiappe di Adele, la figa tirata al massimo e sconquassata dall’urto del tornado che la sta invadendo.
“Toccami le palle e strizzamele che sto per venire cazzone”.
Obbedisco di nuovo, nuovi spasmi di piacere dentro di me, sto perdendo gocce dall’uccello quasi senza accorgermene, mentre HeMan ha lasciato partire una fontana sul monte di venere di Adele.
Finisco di scoparmi la mogliettina che vuole venire pure lei. Urla al secondo orgasmo ed io sborro nel suo ventre. Il buttafuori mi prende la testa di forza e mi fa leccare tutto lo sperma dal suo pube e parte del mio che fuoriesce dalla pesca.
Sono sazio e carico come non mai.
Adele è sudata. Ci ricomponiamo pronti a tornare a casa, quando passano davanti a noi i due ragazzini visti dentro la disco a fare i porcellini.
Salgono sulla macchina a fianco la nostra.
Metto la retro, ma con la coda dell’occhio noto che lei si toglie la maglietta restando con le tettine al vento, i capezzolini sono dritti come chiodi. Si stanno baciando focosamente.
Freno di colpo, mi giro verso Adele, sguardo d’intesa.
Scendiamo dall’auto contemporaneamente. Busso al loro finestrino.
Si girano spaventati, mi riconoscono, lo abbassano.
Dico “Buonasera, che ne dite se giochiamo insieme?”
Sorridono.

La nostra festa non deve finire…e non finirà....

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