Come iniziai a prenderla nel culo per poi diventare cuck. Parte 1
by GiulianaluigiLa storia di come sono diventato passivo e poi cuck inizia nello Studio di Marco (massaggiatore di professione) è scritta nell'odore del sudore, nell'olio che mi macchia ancora la pelle e nel calore persistente che sento dentro ogni volta che lascio il suo studio. Tutto è iniziato in quella stanza piccola, con le luci soffuse e quell'aria densa che sembrava mancare ogni volta che lui mi guardava.
L’Inizio: Il Potere dell’Olio
Ero steso sul lettino, il cuore che batteva come un tamburo contro il materassino di finta pelle. Marco entrò senza dire una parola, solo il rumore secco della serratura che scattava. Sentii il flacone dell'olio aprirsi e poi quel getto tiepido, abbondante, che mi colava direttamente tra le natiche. Le sue mani erano quelle di un massaggiatore:
Comincia a massaggiarmi la schiena e man mano percorrendo la colonna vertebrale era arrivato all elastico del perizoma usa e getta.
Senza chiedere il permesso, infilò le dita sotto l'elastico del perizoma usa e getta e lo strappò via, lasciandomi nudo, esposto e lucido come uno specchio. Iniziò a impastare la mia carne, aprendomi le chiappe con forza per far penetrare l'olio ovunque. Capendo che il massaggio in quella zona mi dava un senso di piacere , infatti inarcavo il culo rendendolo più sporgente , lui con un dito unto iniziò a tormentarmi attorno il buco del culo fino a spingere con il polpastrello finché non sentì la mia resistenza cedere. Entrò con un dito, poi due, allargandomi con una ferocia metodica che mi faceva gemere nel poggiatesta.
Il calore nella stanza era diventato insopportabile. Sentii Marco salire sopra di me, a cavalcioni. Indossava una tuta di cotone leggero, ma capii subito che sotto non aveva nulla. Mentre continuava a massaggiarmi le spalle, la sua erezione premeva con forza contro il mio sedere. Inarcai il bacino all'indietro, cercando quel contatto, e lui rispose con un grugnito di desiderio, spingendo con più decisione contro di me il suo cazzo alla massima erezione.
Girati,
ringhiò. Mi voltai e mi ritrovai a gambe spalancate, con lui che incombeva sopra di me. Quando si sfilò la tuta, rimasi paralizzato: la sua dote era enorme, una colonna di carne violacea e venata che pulsava davanti ai miei occhi. La presi in mano, sentendo quanto fosse più grande del mio, e iniziai a segarcelo insieme, unendo le nostre eccitazioni in un groviglio di olio e bava.
Dopo appoggiò la cappella contro il buco del culo , lo guardai fisso negli occhi, il fiato corto:
Marco... sono vergine.
Un sorriso predatore gli illuminò il volto. Mi preparò ancora, affondando le dita dentro di me finché non fui una ferita aperta e vogliosa, poi si spinse dentro. Sentii la mia pelle tendersi fino a quasi strapparsi, il calore della sua grandezza che invadeva ogni centimetro delle mie viscere. Mi girò di nuovo, mettendomi a pecorina, e iniziò a sfondarmi con un ritmo lento e poi mi penetro totalmente facendo sbattere i coglioni , sborrandomi tutto dentro lasciandomi i marchio.
Da quel giorno, ogni seduta era un massacro di piacere. Appena entravo, sapevo già come mettermi. A pecorina, con i gomiti piantati sul lettino, il viso schiacciato contro il cuscino sporco e il culo sollevato verso il soffitto, spalancato e lucido d'olio.
Marco si posizionava dietro, con il suo cazzo enorme che batteva contro le mie palle. Mi afferrava per i fianchi, piantando le unghie nella carne, e si lanciava dentro di me con una violenza che mi faceva sbattere la testa contro la testata del lettino. Il rumore era sporco: lo schiaffo continuo della sua pancia contro il mio sedere, lo sciacquio dell'olio che schizzava ovunque, i miei gemiti strozzati.
Guarda come ti divoro, piccola troia,
ansimava al mio orecchio, tirandomi i capelli per farmi inarcare ancora di più la schiena.
Senti come ti sfondero bene? Sei la mia troia lo sai?
Il finale era sempre un'esplosione di umiliazione e godimento. Marco aumentava il ritmo, le sue spinte diventavano colpi di maglio che mi arrivavano allo stomaco. Sentivo il suo cazzo pulsare furiosamente dentro di me, diventando ancora più gonfio.
Tienila tutta, non farne uscire una goccia!
ruggiva mentre mi teneva inchiodato con tutto il suo peso. E poi arrivava il getto. Sentivo la sua sborra bollente colpirmi internamente, un fiotto prepotente e denso che mi inondava il culo, riempiendomi fino all'orlo . Mi sborrava dentro con una foga tale che sentivo le mie pareti tremare.
Rimaneva dentro di me finché non tornava flaccido, lasciando che il suo seme iniziasse a colare fuori, mescolandosi all'olio di mandorle e scivolando lungo le mie cosce. ……continua
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