STORY TITLE: IL TICCHETTIO DELLE PRIME CORNA - I Parte 
logo Cuckold USA


STORY

IL TICCHETTIO DELLE PRIME CORNA - I Parte

by Dado
Viewed: 153 times Comments 1 Date: 20-03-2026 Language: Language

INTRODUZIONE
Questa è una storia che nasce dal desiderio di guardarsi dentro, davvero.
Non sempre quello che troviamo è semplice da accettare.
Il protagonista è un marito: un uomo che sceglie di non ignorare ciò che prova, ma di comprenderlo fino in fondo. Anche quando mette in discussione ciò che credeva di sapere su se stesso.
Insieme a sua moglie decide di attraversare quei desideri, senza fingere, senza nascondersi.
Non troverete descrizioni fisiche: ho preferito lasciare a chi legge la libertà di immaginare.
Se vorrete condividere le vostre impressioni o ciò che vi ha suscitato, sarò felice di leggerle.


IL TICCHETTIO DELLE PRIME CORNA

TIC TAC TIC TAC TIC TAC

Il ticchettio dell'orologio cresce a ogni passo, un colpo che martella la testa. Cammino nel parco, ma non vedo nulla. Solo quel suono che mi penetra, mi frantuma e divora i pensieri. Ogni pulsazione del cuore si fonde al ticchettio, passo dopo passo, creando una tensione che non so come fermare.

Non so dove sto andando, non c’è direzione, solo quel rumore che mi spinge avanti. I pensieri corrono veloci, si sovrappongono e ogni tentativo di rallentarli sembra inutile. Il corpo procede da solo, come se non potessi oppormi. Non so cosa sto cercando; mi sembra di non arrivare da nessuna parte. Vago nel nulla, eppure non riesco a fermarmi.

Lei è con lui…

Un brivido mi corre lungo la schiena. Il ticchettio continua, insistente e la mia mente rimane impastata di confusione. All’improvviso un ragazzo mi urta con la spalla, facendomi barcollare. Non si volta: corre via insieme al gruppo di amici che lo segue, ridendo e spingendosi tra loro. Il loro frastuono irrompe nei miei pensieri e li spazza via, riportandomi alla realtà.
Le idee si schiariscono. La nebbia nella mia testa si dirada. Le immagini tornano nitide.

Mia moglie.

Il suo sorriso. I primi baci: brevi, goffi, veri. La timidezza delle mani, l'imbarazzo dei corpi che imparavano a cercarsi. Gli anni scorrono come fotogrammi: il fidanzamento, il matrimonio, la casa, i sogni condivisi.
Poi, qualcosa cambia.
Non era gelosia. O almeno non solo. Non so quando. Non so perché. È un mutamento lento, silenzioso, che si insinua senza chiedere permesso. Un pensiero che cresce, si allarga.

Quella fantasia..

All’inizio ho cercato di ignorarla. Un'ombra, nulla di più.
Mi dicevo che fosse naturale; che tutti hanno pensieri che non confessano. Ma più tentavo di scacciarla, più prendeva forma, diventando qualcosa di concreto, quasi vivo.
Mi chiedevo se fosse normale o se fosse un pensiero malato, qualcosa che non avrei dovuto nemmeno confessare a me stesso.
Ma più ci pensavo, più quella fantasia cresceva, diventando invadente e prendendo il sopravvento su di me. Mi sorprendeva nei momenti più banali, a lavoro, mentre facevo la spesa o ero in palestra.

La immaginavo con un altro.

Ecco, l’ho finalmente detto: un altro uomo.
Non un volto preciso, ma un altro uomo che la toccasse con una sicurezza che a me è sempre mancata. La vedevo cedere, aprirsi completamente, lasciarsi andare a una fame che ho sempre pensato di non poter saziare. Non capivo se fosse umiliazione o desiderio, se stessi soffrendo o se, in quel punto segreto e vergognoso, stessi godendo.
Mi chiedevo come sarebbe stato, immaginarla soddisfatta in un modo che pensavo di non poterle dare.
Non riuscivo a capire se fosse solo una mia perversione, una follia che mi stava prendendo, o se fosse qualcosa che in fondo, in qualche angolo nascosto della mente, volevo davvero. L’idea di vederla scopata da un altro mi eccitava.

Alla fine non ce l'ho fatta più.
Ricordo ancora quella calda sera d’estate.
Stavamo facendo l’amore, e i miei occhi incrociarono i suoi. In quello sguardo c’era una connessione totale. Lei è lì, bellissima.
Il suo corpo caldo contro il mio, la pelle lucida di sudore. Le sue cosce mi stringono senza pudore, il respiro le si spezza contro il mio collo, mi entra nelle orecchie e mi confonde.
Ogni suo movimento mi attraversa come un lampo. Non c’è più controllo.
Spingo, mi muovo dentro di lei con una fame nuova, quasi violenta.
Mentre la sento stringermi, mentre il suo corpo reagisce a ogni colpo, la mia mente scivola altrove.
La immagino penetrata da un cazzo più grosso del mio.
Un cazzo che la riempie, che la fa perdere, che la costringe a gemere più forte di quanto io sia mai riuscito a farle fare. È un pensiero irrazionale, incontrollabile.
Il corpo teso, il ritmo spezzato, la testa offuscata dal piacere.
Lei mugugna, si lascia andare e tutto si restringe a quel suono, a quel movimento. Sto per venire, lo sento salire, violento, ma lo trattengo. Non voglio ancora. Voglio stare dentro quell’idea, sporcarla, lasciarla uscire.
La perdita di controllo è totale. Le parole mi sfuggono come uno spasmo.

Sei stupenda… — mormoro, con la voce rotta meriteresti un cazzo più grosso! Un cazzo che ti faccia godere davvero…
Il silenzio che segue è totale e immediato.
Mi lascio cadere sul letto, mi giro di lato, le spalle tese. Evito il suo sguardo. Fingo che nulla sia successo. Il cuore martella. La vergogna brucia, ma sotto, più in profondità, il desiderio pulsa ancora.

ADDED 1 COMMENTS:
  • avatar ziomax bello e vero

    21-03-2026 23:26:19






Go to Cuckold.net World
CLICK HERE