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STORY

Sodomizzata in vacanza

by Amarcord
Viewed: 933 times Comments 3 Date: 29-10-2026 Language: Language

Come tutti gli anni andai a trascorrere il mese di Agosto in vacanza nelle Marche e quella fu la prima volta che rimasi così tanto tempo lontano da Sonia da quando ci eravamo fidanzati. Nello stesso periodo lei era andata a trascorrere le vacanze in Sicilia a casa di parenti portando la distanza tra di noi a quasi mille chilometri, distanza che in assenza non solo di telefonini sembrava infinita. Già dopo pochi giorni lei mi mancava da impazzire e la notte rimanevo sveglio a pensare al sapore della sua bocca e della sua figa e mi chiedevo se anche lei in quel momento mi desiderasse come io desideravo lei. A rendere tutto più difficile ci si misero anche i miei genitori che improvvisamente quell'anno sembravano vivere una seconda gioventù. Ogni notte attraverso le sottili pareti di quella casa presa in affitto sentivo alla perfezione tutto ciò che si dicevano e ogni rumore che producevano i loro corpi. Io cercavo di non pensarci e di attribuire certi suoni ad altro, ma poi sentivo la voce di mia madre dire cose che non si potevano equivocare e da quel momento prendere sonno diventava impossibile. In spiaggia c'era una ragazza che mi aveva fatto intendere la sua disponibilità a conoscerci meglio, ma nonostante il desiderio che mi corrodeva dentro l'amore che provavo per Sonia mi impedì di approfondire quella conoscenza. La vacanza finì e finalmente dopo un mese potei rivedere Sonia. Ci incontrammo al parco e quando me la ritrovai tra le braccia e risentii il suo odore persi ogni inibizione. La spinsi tra la vegetazione e dopo averle sfilato le mutandine mi tuffai tra le sue cosce e la leccai sino a farla venire due volte di seguito. Quando fu il suo turno di ricambiare mi sembrò più brava del solito ed ebbi la sensazione che lo facesse in modo diverso dal solito, ma subito imputai la cosa al mese di astinenza. La prima volta che venni lei ingoiò tutto mentre la seconda lei prese il mio cazzo e se lo direzionò sul viso facendoselo riempire di sperma caldo. Non lo aveva mai fatto da sola e quel suo comportamento mi convinse che qualcosa era accaduto durante quel mese. Avevo una serie di sensazioni che non capivo bene ma che mi dicevano che qualcuno aveva “mangiato nel mio piatto” . Iniziai a farle delle domande e quando la vidi reticente le ricordai la reciproca promessa di dirci tutto e lei alla fine confessò. Nel momento in cui mi resi conto che mentre mi raccontava di quella avventura estiva era molto a disagio ed evitava di guardarmi negli occhi le dissi di stare tranquilla perché il mio amore per lei era più grande della mia gelosia e che inoltre il fatto che avesse succhiato un altro cazzo mi eccitava. Lei rimase in silenzio per un po' dopo di che fece un profondo sospiro e mi disse che non si era trattato solo di un pompino ma di qualcosa di più importante. Pensai subito che avesse scopato con lui e come impazzito l'aggredii verbalmente chiedendole come avesse potuto farsi sverginare da uno appena conosciuto dopo che per mesi a me aveva detto che ancora non si sentiva pronta per fare quel passo. Lei capito l'equivoco subito mi tranquillizzò dicendomi che era ancora vergine e abbracciandomi mi bacio con passione dicendomi che mi amava alla follia. Ma mentre le nostre lingue giocavano a rincorrersi nelle nostre bocche nella mia testa iniziai a chiedermi cosa fosse quel qualcosa di importante che avevano fatto. Mi staccai da lei e con tono tranquillo le chiesi cosa avessero fatto e la sua risposta mi paralizzò. Stringendomi le mani mi disse che da tempo durante i nostri momenti di intimità lei sentiva il desiderio di sentire qualcosa dentro, un desiderio che con il tempo era diventato una vera esigenza. Durante la vacanza si confidò con sua cugina che le rivelò che lei quando era ancora vergine per appagare certe voglie aveva iniziato a fare sesso anale e consigliò anche a lei di fare altrettanto. Ma la cuginetta non si limitò a dare consigli e organizzò un'uscita a quattro con sue due amici di cui uno era quello che l'aveva sodomizzata. Lei presentò quel ragazzo a Sonia come se fosse la persona ideale per farlo la prima volta dato che il suo cazzo piccolo in punta e largo alla base era perfetto per quello scopo. Con le guance bagnate di lacrime Sonia mi raccontò che per una settimana disse di no ma poi quel desiderio che non la faceva dormire la notte le fece accettare la proposta della cugina. Loro erano più grandi di quasi dieci anni e le portarono in una casa isolata in mezzo a un agrumeto. Tutti e quattro nudi sul letto matrimoniale a baciarsi, carezzarsi e leccarsi l'un l'altro. Avere due cazzi assieme a disposizione era bellissimo e tutte quelle mani che la toccavano fecero perdere ogni inibizione a Sonia. Quando il padrone di casa tirò fuori un tubetto di lubrificante la cugina fece mettere Sonia a pecorina e il gioco iniziò. Fu proprio sua cugina a lubrificare il suo stretto ano e lo fece con calma e abbondando con il gel per fare in modo che l'esperienza fosse il più piacevole possibile. Sonia all'inizio provava dolore ma dopo un po' le due delle dita della cugina si muovevano dentro di lei procurandole solo una piacevole sensazione. Un'ultima abbondante dose di lubrificante e poi il prescelto si avvicinò a Sonia con il suo cazzo a punta che sembrava essere stato creato appositamente per quello scopo. Il piccolo glande entro nel culo di Sonia senza procurarle il minimo dolore, ma come lui spinse un pochino lei sentì una fitta che la fece urlare. Era strettissima e anche un ulteriore dose di lubrificante non migliorò più di tanto la situazione. Tutti si strinsero intorno a Sonia a carezzarla e masturbarla mentre lui intenzionato a portare a compimento la sua piacevole missione iniziava a spingere con decisione ignorando i lamenti di Sonia che in quel momento iniziava a rendersi conto che la cugina non le aveva detto tutta la verità. Più lui affondava il cazzo dentro di lei più le fitte di dolore le raggiungevano il cervello, ma grazie alle intime carezze di sua cugina le sue pene venivano un po' alleviate. Dopo essere entrato con circa metà del suo cazzo lui iniziò a muoversi sempre più velocemente dentro di lei generando un calore che dal culo le attraversava tutto il corpo sino ad arrivarle al cervello. Più il calore aumentava più il dolore sembrava diminuire e fu a quel punto che lui fu incitato proprio da sua cugina a infilarlo tutto e a “romperle il culo”! Con il calore che pian piano diventava bruciore lui, affondo dopo affondo, arrivò a portare a contatto i loro corpi invadendo completamente il culo di Sonia con il suo cazzo. Quando fu completamente dentro lei provò per la prima volta un appagamento sconosciuto. Si sentiva posseduta, sua! Lui continuò a incularla con forza ma dopo poco sopraggiunse l'orgasmo e la riempì con il suo caldo sperma. Quando lui sfilò il cazzo Sonia provò una sensazione di sollievo ma dopo appena pochi attimi percepì come un vuoto dentro di lei. Sentiva la mancanza di quella presenza, ma quella sensazione durò poco perché l'altro ragazzo, che sino a quel momento era rimasto a guardare eccitato, ora voleva la sua parte di piacere. Il suo cazzo era completamente diverso, grosso, pieno di vene e con una grossa cappella. Quando entrò in lei Sonia sentì subito un dolore più forte e si rese conto che non tutti gli uomini sono delicati. Senza mettere ulteriore gel lui la inculò deciso e quando lo tirò fuori dopo averle sborrato dentro un rivolo di sperma misto a sangue iniziò a uscire dal suo ano oscenamente dilatato. Lui le aveva letteralmente rotto il culo. A quel punto del racconto interruppi Sonia e le chiesi cosa avesse provato in quei momenti e lei mi disse che si era sentita stanchissima, dolorante ma stranamente appagata e felice. Mi disse che quando si alzò dal letto non riusciva a camminare e per non sentire troppo dolore doveva farlo a gambe larghe scatenando l'ilarità della cugina e dei due ragazzi. Dopo un po' di riposo i due ragazzi si dedicarono a sua cugina mostrando a Sonia quanto una doppia penetrazione possa far godere una ragazza. Con quei ragazzi Sonia e la cugina si incontrarono una decina di volte e ogni volta la sodomizzarono entrambi con decisione e ripetutamente . Quando finì di raccontarmi la sua esperienza Sonia mi disse che amava solo me e che per farsi perdonare il giorno successivo avrebbe sfruttato l'opportunità di avere casa libera per donarmi non solo il suo culo ma anche la sua verginità. Ero eccitato ma allo stesso tempo pieno di dolore e di rabbia. La presi per mano e la portai nell'angolo più isolato del parco che in quel periodo di fine estate era semi deserto. La sverginai li sull'erba scopandola con tutta la forza che avevo e quando sentii che stavo per venire lo tirai fuori e dopo averle rapidamente insalivato l'ano la inculai rendendomi conto di quanto oramai fosse aperta e accogliente. Le sborrai in culo e per la prima volta la chiamai Troia!

ADDED 3 COMMENTS:
  • avatar Robusto Bel racconto molto eccitante e ben scritto

    30-10-2026 15:33:21

  • avatar umilecornuto Sei uno scrittore nato..bravissimo...

    30-10-2026 08:34:50

  • avatar belmaritino Fantascienza!!! Mi piacerebbe davvero provare la tua stessa esperienza!! sei davvero fortunato…

    30-10-2026 01:51:56






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